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  E con un paio di occhiali vedremo Roma Antica  

E con un paio di occhiali vedremo Roma Antica

 

Un modello tridimensionale studiato da università Usa e dal Politecnico di Milano

Testata:
la Repubblica
 
Data:
12-06-2007
 
Autore:
Renata Mambelli
 
 
Basterà inforcare un paio di occhiali, e il miracolo è fatto. Intorno a noi, come per incanto, si apriranno le strade dell'antica Roma, ma non deserte: uomini e donne nelle botteghe, nei mercati, nei palazzi. Uomini e donne romani, ricostruiti esattamente con le fattezze del tempo in base agli studi fatti su scheletri ritrovati in vari siti d'Italia e risalenti a quel periodo. Succederà tra poco meno di un anno: l'appuntamento è per il Natale di Roma dell'anno prossimo, il 21 aprile. Il luogo, il vecchio Teatro Colosseo, a via Capo d'Africa, che sarà restaurato per adeguarlo a diventare il set di "Rewind Rome", uno spettacolare progetto tridimensionale realizzato dalla società Virtuality S.r.l. , il cui ingresso costerà all'incirca come un biglietto del cinema.
È questa una delle applicazioni concrete rese possibili da "Rome reborn", un sofisticato modello tridimensionale ottenuto dalla collaborazione di tre importanti università e da dieci anni di lavoro, per creare una riproduzione virtuale che funziona in tempo reale, dando a chi la usa la sensazione di entrare dentro i palazzi, di cambiare prospettiva, alzando o abbassando lo sguardo, di muoversi insomma nel modo più reale possibile all'interno dell'antica Roma, ai tempi dell'imperatore Costantino. La sinergia tra l'Università della Virginia, l'Università della California e il Politecnico di Milano ha reso possibile la scannerizzazione digitale del grandioso plastico realizzato dall'architetto Italo Gismondi tra il 1936 e il 1974 e conservato nel Museo della Civiltà Romana. Sulla base così ottenuta si è andata accampando la ricostruzione in 3D di ben 7000 edifici, tra cui 170 templi, 8 ponti sul Tevere, 19 chilometri di cinta muraria con 400 torri, e ancora acquedotti, il Foro, teatri, ma anche edifici più modesti, case, osterie, botteghe. L'ambizione dei progettisti è di mettere appena possibile in rete questo straordinario doppione della Roma antica perché su di esso possano studiare e collaborare tra di loro archeologi di tutto il mondo, anche proponendo restauri virtuali senza intaccare gli edifici reali. (...)
 
 
 

 

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