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  GMA Radio: "Intervista a Raffaele Sirica - Considerazioni finali sul Congresso" , Chi non tocca è perduto  

Chi non tocca è perduto

 

Il boom del touch-screen

Testata:
L'espresso
 
Data:
09-11-2007
 
Autore:
Enrico Pedemonte
 
 
Buon vecchio mouse. Ormai ha una certa età e forse ha i giorni contati. Fu inventato nel 1963 da Douglas Engelbart allo Stanford Research Institute, e fu perfezionato allo Xerox Parc di Palo Alto negli anni Settanta. Ma fu la Apple a introdurlo sul mercato nel 1984 quando lanciò, con il Macintosh, l'interfaccia grafica a oggetti. Da allora i computer sono diventati sempre più potenti, ma le loro modalità d'uso sono cambiate ben poco e il mouse è rimasto uno strumento indispensabile. Quando ci sediamo davanti al computer lo afferriamo con la stessa naturalezza con cui giriamo una forchetta in un piatto di pasta. Ma ancora per poco.
Steve Jobs, lo stesso che diede vita al mouse lanciandolo sul mercato 23 anni fa, sta cercando di ucciderlo. Lo dice implicitamente ogni volta che parla del suo nuovo iPhone, messo in vendita a giugno: "Abbiamo inventato un'interfaccia grafica completamente nuova: una rivoluzione".
Ci sono voluti quattro mesi - e 1,4 milioni di iPhone venduti - per convincere gli analisti che l'affermazione di Jobs ha un fondamento di verità. L'iPhone ha solo due pulsanti. Uno serve per l'accensione, l'altro si usa per tornare all'home page iniziale. Tutto il resto si fa toccando lo schermo con i polpastrelli. Basta sfiorarlo per far scorrere la rubrica telefonica o le pagine Web. E se si vuole ingrandire una foto o un testo, basta appoggiare indice e pollice sul video, e allargarli. È sufficiente un tocco per fare una telefonata, ascoltare una canzone, far partire un video. Se si vuole scrivere una e mail, compare una tastiera digitale. I tasti sono piccoli, e all'inizio è facile sbagliare la mira con le dita. Poi ci si abitua e quando si riprende in mano il pc portatile la tastiera e il mouse sembrano appendici innaturali, figli di un'altra epoca: perché non è possibile dare le istruzioni con un semplice tocco sullo schermo?
(...)
Proprio in questi giorni Microsoft sta mettendo sul mercato un nuovo tipo di computer a schermo orizzontale, in pratica un tavolino di vetro che sarà inizialmente venduto alle catene di ristoranti, agli alberghi e ai casinò. Si chiama Surface ed è il frutto di un lavoro di ricerca durato cinque anni (battezzato Milan Project). Surface non ha tastiera, né mouse. Mark Bolger, il capo del progetto di ricerca, dice che la nuova tecnologia adotta una nuova 'natural user interface' che rende inutili sia la tastiera sia il libretto di istruzioni. All'inizio servirà ai clienti seduti al tavolo dei ristoranti per ordinare il pasto giocando tra le pagine elettroniche del menù, o anche a dividere il conto tra i diversi clienti, o a individuare la stanza d'albergo, o a fare scommesse al casino. Surface costa diecimila dollari, e non è ancora pronto per il mercato casalingo. Ma alla Microsoft sono convinti che presto lo sarà. (...)
Marc Resnick, ingegnere e docente di Ergonomia alla Florida International University, aggiunge che "questi progressi sono un ulteriore passo verso la diffusione di tecnologie invisibili intorno a noi". Lev Grossman, esperto hi-tech di 'Time' (che tra l'altro ha dichiarato l'iPhone 'invenzione dell'anno') scrive: "Nell'era del touch screen il mondo digitale non è più costituito da dati, ma da oggetti che si toccano con le mani".
Il pioniere di questa nuova tecnologia è Steve Han, un ricercatore della New York University che recentemente ha fondato la Perceptive Pixel. Han cominciò a presentare in pubblico le sue magie nel febbraio dell'anno scorso a una conferenza del Ted (Technology, Entertainment and Design) di Monterrey, in California; da allora le ha mostrate spesso in giro per gli Stati Uniti e a New York. Quando muove le mani sullo schermo, Han sembra un prestigiatore. Sposta le foto digitali con le dita, le fa ruotare, le impila una sull'altra, le ingrandisce appoggiando due dita sugli angoli opposti e spostandoli a piacere. Sfiorando lo schermo con i polpastrelli produce bolle, strisce colorate, disegni di ogni genere. Niente mouse, né tastiera, solo le dita che sfiorano lo schermo. Vederlo all'opera richiama alla memoria 'Minority Report', con Tom Cruise che gioca con foto e filmati su un vetro-computerizzato per prevedere (e prevenire) i reati che saranno commessi nell'immediato futuro.
(...)

 
 
 

 

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