In un momento di difficoltà, di evidente flessione del mercato delle costruzioni e degli investimenti anche nei lavori pubblici, vi è un fattore che contribuisce non poco ad acuire gli effetti della crisi sul mondo delle professioni, sull'organizzazione e l'attività dei professionisti già, peraltro, defaticati dalla continua lotta con la burocrazia e le contraddizioni delle fonti legislative tecniche e urbanistiche: tale elemento è il numero degli iscritti agli Albi professionali.
A dispetto di quanti nelle passate legislature si sono attardati e ancora si impegnano a dipingere un ruolo protezionistico degli Ordini, l'andamento costante della crescita degli iscritti mostra esattamente il contrario. Questo enorme numero di professionisti del progetto (non solo architetti) oggi è chiamato a spartirsi un mercato che si va esaurendo, e deve misurarsi con l'atteggiamento delle Amministrazioni che operano, non per promuovere la professione, ma annichilendola (col ribasso del prezzo delle prestazioni) cavalcando l'andamento di un mercato che qualcuno ha voluto distruggere.
In una situazione di crisi della domanda e di eccesso di offerta è consequenziale che la media dei fatturati dei professionisti del progetto mostri una progressiva caduta (eccezion fatta per le poche archistar e i professionisti pluricurriculati che vengono premiati, spesso a dispetto della effettiva qualità delle prestazioni, da un sistema di regole (Codice LL PP) che certo non premia la qualità dell'opera e la tutela del lavoro professionale.