salta ai contenuti
 
CNAPPC
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

I contenuti del pacchetto casa e i riflessi sulla pianificazione urbanistica e sul paesaggio

 

in: Focus 04/09

Testata:
Focus
 
Data:
aprile 2009
 
Autore:
Pietro Ranucci
 
 
Piani regolatori generali, Piani strutturali e operativi si troveranno inevitabilmente a confronto con le misure anticrisi in edilizia che Governo e Regioni hanno concordato con l'approvazione dell'accordo in Conferenza unificata il 31 marzo. Salvo che la recente calamità in Abruzzo non suggerisca, come presumibilmente avverrà, ulteriori contenuti per i tre provvedimenti del pacchetto casa.
Due questioni sembrano porsi per un'attuazione coordinata di questo pacchetto. La prima riguarda il fatto che la regolamentazione regionale dei "bonus" volumetrici, il decreto legge per la semplificazione di procedure amministrative in edilizia ed il Piano ERP appaiono, nel testo dell'accordo Regioni-Governo, supportati da indirizzi di coordinamento con la pianificazione urbanistica locale - lettera c - di dubbia efficacia. La seconda suggerisce una lettura diacronica dei provvedimenti puntando su questa per interpretare senso e potenzialità.
Tralasciando la seconda questione, se si esamina l'accordo sui "bonus" sembra di poter dire che gli interventi previsti alle lettere a) e b) sono del tutto diversi tra loro in termini di incidenza sul territorio, mentre è identica la durata temporale della norma, estesa per ambedue a non oltre 18 mesi dall'entrata in vigore delle relative leggi regionali. Le differenze sostanziali tra le due categorie di intervento appaiono invece evidenti e la presenza, nel testo, di una possibile estensione dei termini temporali a discrezione delle regioni sembrerebbe, quindi, ragionevole.
Una risposta del genere soddisfa però molto parzialmente perché gli interventi della lettera b) (demolizioni e ricostruzioni con premi volumetrici) suggeriscono scenari e politiche urbane di imprevedibile ampiezza e complessità. Caratteristiche che esigono tempi di programmazione e verifica delle realtà urbanistiche e dei piani locali assolutamente estranei all'urgenza delle misure anticrisi.
Tanto più all'indomani della calamità abruzzese dove la questione demolizione e ricostruzione si carica del più ampio obiettivo di "verifica e sostituzione" di buona parte del patrimonio abitativo e, soprattutto, delle azioni di verifica delle attrezzature pubbliche strategiche.
Gli interventi della lettera b) sono inoltre difficilmente separabili dalla programmazione nazionale e regionale dell'E.R.P. terzo elemento del pacchetto casa. Tanto più che oggi l'housing sociale ha assunto le caratteristiche dello standard urbanistico e dunque esige un riesame approfondito del suo ruolo urbano ovvero della disciplina del suo dimensionamento, tramite la pianificazione locale. Se questa obiezione è credibile, due dei tre componenti del pacchetto casa esigono una programmazione seria che male si presta ad operare interventi con significato congiunturale e valore anticrisi, anzi appaiono in tutta la loro valenza di riforme urbanistiche strutturali.
Si tratta, in altri termini, né più né meno di contenuti tipici della legge di principi sul governo del territorio con quel che segue per la successiva legiferazione e programmazione regionale.
Di reali misure anticongiunturali restano quindi i soli bonus volumetrici di cui alla lettera a) dell'accordo. Il testo base salva, anche in questo caso, la possibilità che le regioni diano indicazioni diverse in termini di valori applicabili. Non appare molto chiaro se le regioni possano incrementare i valori indicati nel testo, ma se ciò fosse consentito, come pare, non è facile predisporre norme che prescindano da successive verifiche di fattibilità necessarie comune per comune e piano per piano, se intendiamo non confliggere realmente con gli obiettivi di sostenibilità ambientale.
L'applicabilità dei capoversi successivi al primo non è così chiara e immediata: lascia immaginare un impegno non irrilevante dei comuni nella valutazione delle potenzialità della norma e della sua concreta praticabilità. Il concetto, ad esempio, di inedificabilità assoluta è già un primo difficile
momento di verifica, soprattutto in sede comunale.
 
 
 
 
Area Riservata
 

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
torna ai contenuti torna all'inizio