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Un momento di riflessione: la crisi come opportunità

 

in: Focus 06/09

Testata:
Focus
 
Data:
giugno 2009
 
Autore:
Gianfranco Pizzolato, vicepresidente CNAPPC
 
 
La crisi economica sta mordendo l'economia reale ed il mercato edilizio privato; quello pubblico segna un calo di investimenti che non ha riscontri recenti. Il mercato dei servizi registra un calo preoccupante: il portafoglio di incarichi si va  esaurendo e le sofferenze nella riscossione acuiscono le difficoltà degli studi, incapaci spesso di mantenere un patrimonio di risorse umane faticosamente costituito nel tempo. Molti programmi edilizi/urbanisti vengono fermati dalle difficoltà finanziarie di banche, investitori o delle proprietà, mentre la farraginosità e la lentezza del sistema della pubblica amministrazione riesce spesso  a disarmare anche chi ancora intenderebbe investire.

Le difficoltà complessive del Sistema-Paese e dei professionisti del progetto suggeriscono l'imprescindibilità di alcuni interventi che non possono limitarsi al pur necessario affievolimento della congiuntura, ma che debbono essere strutturali. Tali riforme possono consentire al paese e alla professione di cogliere al meglio la ripresa quando si presenterà: razionalizzando e rendendo trasparente il mercato e i diritti dell'utente finale degli investimenti immobiliari, migliorando la qualità, l'efficienza degli stessi, la loro sostenibilità e l'efficienza complessiva dei sistemi urbani e dei loro spazi.

La tragedia annunciata dell'Abruzzo costringerà il legislatore ad affrontare in modo organico la tematica della sicurezza delle costruzioni - nuove ed esistenti - della rottamazione delle periferie e delle opportunità economico-sociali a questa connesse. In tutto questo le professioni intellettuali possono avere un ruolo centrale nell'individuazione delle criticità e delle soluzioni possibili: occorrerà tuttavia che professioni e professionisti sappiano e vogliano assumersi quel ruolo di sussidiari di compiti che la P.A. non è più in grado di svolgere in tempi accettabili per il cittadino.

Il recupero di una nuova dignità e credibilità sociale dell'architetto passano anche e senz'altro attraverso tale assunzione di responsabilità di categoria e personali.
Il sistema dell'architettura italiana (come correttamente è stato individuato nei Congressi nazionali di Bari e Palermo) nelle sue varie componenti di rappresentanza ai diversi livelli, deve rendere evidente a governo, parlamento, regioni e comuni l'estremo disagio degli architetti e delle professioni tecniche in una situazione di vera emergenza che induce molti studi alla chiusura o a cercare incarichi ad ogni costo, preferendo le perdite al fermo dell'attività. In tal senso il Consiglio nazionale si sente fortemente impegnato, nella convinzione che il paese non può prescindere dal contributo dei lavoratori della conoscenza e che le parole chiave che disegneranno il nostro futuro sono competenza - competitività - innovazione, unite alla responsabilità e alla capacità di strutturare il lavoro in forma adeguata alle nuove complesse esigenze che la società pone.
Si ritiene che occorra cogliere la crisi come un'opportunità storica che può consentire la realizzazione di alcune riforme sulla trasparenza del mercato immobiliare del sistema dei lavori pubblici., sulla sicurezza delle costruzioni e del lavoro, sull'ordinamento delle professioni intellettuali (spacchettandone la riforma complessiva), sulla semplificazione delle procedure edilizie, con l'implementazione del Codice civile, ove necessario.
 
 
 
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