Parte l'era
della posta elettronica certificata per i professionisti, ma non è affatto
chiaro né se i destinatari siano attrezzati a ricevere la corrispondenza certificata,
né quali siano i contenuti da scambiarsi. Il termine del 29 novembre entro cui
ingegneri, architetti e geometri dovranno dotarsi della nuova casella è appena
stato superato. Ma i dubbi sulla questione sono ancora numerosi. Il sistema
della posta elettronica dovrebbe assorbire progressivamente il traffico cartaceo
di documentazione a valore legale. L'architettura del sistema è stata pensata
in modo che sia il mittente che il destinatario possano attestare l'invio (o il
ricevimento, o il mancato ricevimento) con una ricevuta che abbia valore legale.
Una prima significativa economia per il professionista dovrebbe arrivare dall'invio
on line di raccomandate con ricevuta di ritorno. Ma il sistema è pronto a entrare
in funzione da dicembre? A sentire i Consigli nazionali di architetti e ingegneri,
non sembra. Anzi, i dubbi tra i professionisti sembrano essere addirittura aumentati:
lo stesso Consiglio degli ingegneri ha attivato un help desk e un servizio di
consulenza gratuita per rispondere ai quesiti più frequenti, che non sono
pochi. Come per esempio quali messaggi certificati, oltre le raccomandate, potranno
cominciare a viaggiare sulla rete. Ma soprattutto, quando il sistema potrebbe
entrare a regime? «Finora abbiamo fornito 20mila caselle - spiega Simone Cola,
vicepresidente del Consiglio nazionale degli Architetti - ma siamo ancora in
fase di organizzazione tecnica, e non sappiano ancora come si siano adeguate
tecnologicamente le pubbliche amministrazioni; quali siano i contenuti di
scambio». Anche se il rappresentante degli architetti cerca di pesare le
parole, il suo retropensiero e chiaro: gli Ordini hanno fatto il loro passo,
dotando i propri iscritti di una casella; ancora non sembra che sulla pubblica
amministrazione si possa registrare lo stesso impegno. La Pec è legata poi a doppio
filo con la firma digitale. «Ma non sappiamo neanche cosa succederà - prosegue
Cola a questo proposito - quando verrà introdotta anche la firma digitale». (...)