Lavori pubblici:
Oice, progetti a prezzi saldo, anche -80%. Nel 2009 criterio ribasso usato in
50 gare su circa 300
Progetti
per opere pubbliche a prezzi di saldo, con ribassi anche dell'80%. Lo denuncia
il presidente dell'Oice (Associazione delle organizzazioni di ingegneria, architettura e consulenza
tecnico-economica), Braccio Oddi Baglioni affermando che "conquistare una
commessa con uno sconto del 40-45% ora viene considerato quasi una manna".
Nel 2009 il criterio del prezzo più basso è stato usato per 50 gare su circa
300. E a imporre questo criterio "é lo stesso committente pubblico che
aggira le norme non tenendo conto della qualità del progetto ma solo del
risparmio". Secondo i dati Oice, è stato spiegato in occasione del convegno
'Oltre le tariffe' organizzato dall'associazione, circa il 15% delle gare
pubbliche viene affidato guardando solo il costo immediato per
l'amministrazione senza considerare che il risparmio sul progetto è minimo e
annullato - ha detto Oddi Baglioni - in caso di varianti in esecuzione dei
lavori. Contro una "distorsione del mercato", l'Oice chiede nuove norme
per l'affidamento dei servizi di ingegneria e architettura, offrendo alcuni
suggerimenti per assicurare la qualità dei servizi.
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Oice, progetti a prezzi saldo, anche -80% (2)
Una gara
con un ribasso dell'80% - secondo esempi indicati dall'Oice - è quella per il
progetto di ingegneria di un parcheggio multipiano al Politecnico di Torino dell'1
novembre 2008 partito da 2,033 milioni e arrivato a 399mila euro, mentre un
ribasso del 73% - da 251.023 a 67.848 euro - è stato fatto in una gara del
ministero della Difesa per progettazione, redazione del piano di sicurezza e
coordinamento lavori di ristrutturazione di una palazzina per alloggi di servizio
collettivi per personale volontario sempre a Torino. Ma altri esempi - che
riguardano vari settori della Pubblica amministrazione - sono quelli di opere
marittime commissionate dal ministerro della Difesa o servizi tecnici e
specialistici richiesti da un ospedale. Per bloccare un "sistema che dopo
l'abolizione dei minimi tariffari sta crollando", con "danni per
progettisti, pubblica amministrazione e cittadini", il presidente del
Consiglio nazionale degli ingegneri, Giovanni Rolando, sollecita "nuove regole,
per garantire prestazioni di qualità ad un prezzo equo. Le tariffe vanno
modificate, ristudiate". "I massimi ribassi rispetto a quello del 20%
indicato dalla norma precedete danno un effettivo risparmio finale per la
realizzazione dell'opera dello 0,4%", ha spiegato Rolando riportando un
dato del centro studi aggiungendo che "c'é anche il rischio di
annullamento del risparmio in caso di contenziosi in fase di progettazione e realizzazione".
Il presidente del Consiglio
nazionale degli architetti, Massimo Gallione, chiede che sia "ripristinata
serietà nel codice degli appalti, che ha una grave insufficienza di programmazione
dei lavori pubblici e della qualità. L'abolizione dei minimi tariffari, avvenuta
tre anni fa con il decreto Bersani, e l'applicazione del prezzo più basso sta portando
al disastro. Occorre una seria riforma e una revisione del codice dei
contratti, da fare con una celerità improcrastinabile".
Sollecitato
ad intervenire, il presidente dell'Authority per i lavori pubblici Luigi
Giampaolino si è detto d'accordo sulla reintroduzione degli onorari e ha
assicurato che "si sta già lavorando per mettere a punto delle linee guida
per aiutare la Pubblica amministrazione a redigere bandi di gara tipo, vista la
necessità di procedure aperte e criteri di offerte economicamente più
vantaggiose". Le nuove regole, ha spiegato Giampaolino, "devono
prevedere che i prezzi bassi salvaguardino la bontà della progettazione e della
prestazione ma anche la sicurezza e la tutela del paesaggio.