Venti miliardi di euro: si stima ammonti a tanto l'apporto
dei progettisti - ingegneri, architetti, geometri e periti - che, iscritti o
meno a ordini professionali, con o senza partita iva, in forma singola,
associata o all'interno di società di capitali ed enti pubblici, disegnano lo
sviluppo edilizio, architettonico e infrastrutturale del nostro paese. Un vero
e proprio mondo, per poco meno della metà frutto del lavoro di professionisti
individuali e associati, sul quale gli effetti della crisi economica rischiano di
essere dirompenti. i primi segnali sono già evidenti, se si pensa che il valore
complessivo del mercato era di 21,4 miliardi di euro nel 2008, secondo l'ultima
indagine sul mercato dei servizi di ingegneria nel settore delle costruzioni,
realizzata dal Centro studi del Consiglio nazionale degli ingegneri. "La
contrazione del fatturato per i soli ingegneri, che nel 2008 era di circa 3,7
miliardi di euro, pari a una quota di mercato del 17 per cento - dice Gianni
Rolando, presidente del Consiglio nazionale degli ingegneri - sarà mediamente
del 7 per cento. (...)
Anche per gli architetti, che nel 2008 - secondo l'indagine del
Centro studi del Cni - hanno realizzato un fatturato di 3,3 miliardi di euro e
detengono una quota di mercato del 15 per cento, lo scenario che si prospetta
appare preoccupante. "il peso del settore dei lavori pubblici sul valore complessivo
della produzione edilizia - afferma massimo Gallione, presidente del Consiglio
nazionale architetti pianificatori paesaggisti e conservatori - è sceso dal 23
per cento medio degli anni Ottanta e novanta a circa il 5 per cento attuale, ma
anche il settore privato registra una riduzione del 15 per cento circa, rispetto
agli anni precedenti. mediamente stiamo subendo cadute degli incarichi
professionali intorno al 40 per cento, con una forte dilatazione dei tempi di
pagamento da parte sia del pubblico che del privato. anche nel settore dell'urbanistica,
la riduzione degli incarichi è pesantissima, superiore al 50 per cento".
(...)
"Nel panorama attuale - spiega valeria marsaglia, segretario
nazionale di Giarch, il Coordinamento nazionale dei giovani architetti d'italia
che riunisce 18 gruppi locali (Bari, Brescia, Canavese, Catania, enna, Ferrara,
Firenze, Genova, L'aquila, Lecce, Padova, Prato, Roma, terni, torino, venezia,
verona, vicenza) - è chiaro che le incertezze e i timori per il futuro siano
superiori alla norma e che, pertanto, aleggi una pesante preoccupazione anche
tra i giovani. Parliamo nella stragrande maggioranza dei casi di studi
professionali molto piccoli con una media di 1,2 addetti per unità locale
(ricerca cresme 2008) per i quali la situazione economica è sicuramente preoccupante
ma, per quanto riguarda gli architetti, è rischiarata dall'entusiasmo che
comunque la categoria dimostra, non mancando mai di spinta propositiva e
sperimentale. (...)