La finanziaria 2010 dribbla tutte le richieste di sgravi,
sostegni al reddito e alla crescita degli studi dei 2 milioni di liberi
professionisti italiani. Un pacchetto di proposte mirate per le partite Iva
(tra crediti d'imposta e misure di sostegno alla formazione, all'aggregazione e
all'avvio di di studi under 35) che soprattutto commercialisti, consulenti del
lavoro e architetti - tra gli altri - avevano avanzato in questi mesi, ma che
in manovra non ha trovato un solo comma. (...)
«È una finanziaria che ignora le professioni - spiega lapidaria
Marina Calderone, presidente dei consulenti del lavoro e del Cup - nonostante,
in base ai dati di Unico 2008, l'ammontare del reddito da lavoro autonomo abbia
superato quello d'impresa e quest'anno sia atteso un calo di almeno il 30% per
il nostro comparto». (...)
«Del resto - ha concluso Massimo Gallione, presidente degli
architetti - senza un riordino di sistema degli ordinamenti professionali,
anche le società tra professionisti sono limitate. E sarebbe una piccola
riforma a costo zero». Gallione fa notare anche che indieci anni «le
finanziarie hanno progressivamente ridotto a un decimo i fondi destinati alle
infrastrutture ordinarie e ai lavori pubblici» (contraendo una quota di mercato
appetibile per una parte dei 160mila architetti). E conclude: «Non si pensa mai
che quando si fa un concorso, uno vince ma tutti gli altri progetti sono frutto
di ricerca che resta al servizio di colleghi e imprese senza essere
retribuita».