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  Professionisti ignorati dalla manovra  

Professionisti ignorati dalla manovra

 
Testata:
Il Sole 24Ore
 
Data:
05-01-2010
 
Autore:
Laura Cavestri
 
 
La finanziaria 2010 dribbla tutte le richieste di sgravi, sostegni al reddito e alla crescita degli studi dei 2 milioni di liberi professionisti italiani. Un pacchetto di proposte mirate per le partite Iva (tra crediti d'imposta e misure di sostegno alla formazione, all'aggregazione e all'avvio di di studi under 35) che soprattutto commercialisti, consulenti del lavoro e architetti - tra gli altri - avevano avanzato in questi mesi, ma che in manovra non ha trovato un solo comma. (...)
«È una finanziaria che ignora le professioni - spiega lapidaria Marina Calderone, presidente dei consulenti del lavoro e del Cup - nonostante, in base ai dati di Unico 2008, l'ammontare del reddito da lavoro autonomo abbia superato quello d'impresa e quest'anno sia atteso un calo di almeno il 30% per il nostro comparto». (...)
«Del resto - ha concluso Massimo Gallione, presidente degli architetti - senza un riordino di sistema degli ordinamenti professionali, anche le società tra professionisti sono limitate. E sarebbe una piccola riforma a costo zero». Gallione fa notare anche che indieci anni «le finanziarie hanno progressivamente ridotto a un decimo i fondi destinati alle infrastrutture ordinarie e ai lavori pubblici» (contraendo una quota di mercato appetibile per una parte dei 160mila architetti). E conclude: «Non si pensa mai che quando si fa un concorso, uno vince ma tutti gli altri progetti sono frutto di ricerca che resta al servizio di colleghi e imprese senza essere retribuita».
 
 
 
 

 

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