Temono rallentamenti, tempi morti,
inerzia delle amministrazioni. Sono convinti che tanto le sovrintendenze quanto
gli enti locali non siano pronti a confrontarsi con i nuovi obblighi imposti
dalla legge. I progettisti (ingegneri, architetti, geometri) guardano con molta
diffidenza al rimpasto delle competenze sulle autorizzazioni paesaggistiche
scattato dal primo gennaio. La preoccupazione più grande è nell'appesantimento
del ruolo delle sovrintendenze. Come spiega Gianfranco Pizzolato, dell'Ordine
degli architetti di Treviso. «Prima c'erano tempi certi e ottenuto il parere
del Comune gli uffici della sovrintendenza avevano 60 giorni o c'era il
silenzio assenso, oggi potrebbe non essere lo stesso per i pareri delle
sovrintendenze ». I 45 giorni per le sovrintendenze partono, infatti, dal
momento della ricezione dei documenti dall'autorità competente. Il timore è che
in questo passaggio di documenti si perdano giorni preziosi. Ma anche che le
sovrintendenze facciano ricorso a interruzioni di termini per tenersi le
pratiche più a lungo prima di emettere il loro parere vincolante. (...)
2)
Paesaggio, caos autorizzazioni. Sovrintendenze ancora impreparate a vagliare le richieste
di nullaosta per lavori in area vincolata. Solo a Venezia pratiche
informatizzate
Commissioni, c'è posto per i
progettisti. Da adeguare la metà dei Comuni
di Francesco Nariello
I Beni culturali: «Nessun
blocco. Parola ai Comuni» assicura il
direttore Roberto Cecchi