«Incentivi per rottamare case-spazzatura»
Testata:
Corriere della Sera
Data:
22-01-2010
Autore:
Antonia Jacchia
Una
lettera aperta al presidente del Consiglio
. Per spiegare
che il Paese non può permettersi solo di rispondere alle emergenze (anche se in
modo «solerte e ben organizzato») ma che è indispensabile «una riforma
urbanistica» perché la «sicurezza dell'abitare è un diritto dei cittadini».
L'hanno scritta ieri gli architetti italiani. «Nel nostro Paese ci sono 120 milioni di vani- spiega Massimo Gallione, presidente del Consiglio nazionale degli architetti -: 30 milioni nei centri storici, abitazioni che non sono in grado di affrontare emergenze sismiche e 90 milioni costruiti nel dopoguerra, di cui il 45%, in zone a medio-alto rischio idrogeologico e comunque per la maggior parte, oltre il 90%, incapaci di contenere i consumi energetici, case che consumano cioè da 3 a 6 volte il massimo consentito». Per gli urbanisti è necessario una «sferzata consistente» perché per «tre millenni siamo stati maestri di architettura, ma negli ultimi 50 anni abbiamo dimostrato di essere la peggior scuola». (...) «Il Paese non può più aspettare, altri come Giappone e California stanno già rispondendo in modo esemplare alle fragilità del territorio, in Italia ci sono le tecnologie, ci sono le competenze. Occorre un'unità di intenti, politica e legislativa e uno sforzo economico del governo». E il piano-casa appena varato da Roma? «Una delusione, ci auguravamo un provvedimento più coraggioso, invece si traduce nel peggior intervento: ampliare una casa che ha problemi di sismicità magari sopraelevando è pericoloso». E allora una lettera aperta per dire che gli architetti ci sono e «vogliono essere in prima linea» per sostenere questo piano. (...) |
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