Nonostante lo stralcio della norma che
istituiva la società che avrebbe privatizzato la Protezione civile, non si
placano le polemiche legate anche alle permanenti ambiguità di ulteriori
disposizioni come quella sul piano carceri e sui commissari straordinari.
Dall'opposizione e dagli operatori del settore giungono richieste ulteriori di
aggiustamento del testo che chiariscano in maniera inequivoca il perimetro
dell'attività del Dipartimento della Protezione civile (si veda altro articolo
a pagina 4). In particolare Paolo Buzzetti, presidente dei costruttori
dell'Ance plaude allo stralcio delle norme su Protezione civile spa: «E' quanto
chiedevamo fin dall'inizio e per questo ci siamo battuti anche proponendo
emendamenti in tal senso; rimangono però dei punti da chiarire perché non è
possibile che le norme sulla protezione civile siano applicabili anche a
situazione che nulla hanno a che vedere con l'emergenza", ha sostenuto
Buzzetti. «Occorre quindi precisare», ha proseguito, «l'ambito di attività del
Dipartimento e definire cosa è davvero emergenza e cosa no. Se si è in una vera
emergenza vanno bene i poteri in deroga, ma solo in questo caso; per il resto
ci sono le norme ordinarie».
(...)
Il Consiglio nazionale degli architetti,
pianificatori, paesaggisti e conservatori, aveva già criticato l'operato del
governo: «Gli oltre 145mila architetti italiani», ha sottolineato il presidente
del Cnappc, Massimo Gallione, «sono convinti che la gestione emergenziale delle
procedure connesse alla progettazione ed alla realizzazione delle opere
pubbliche debba necessariamente essere riservata a circostanze ed eventi di
tipo calamitoso che hanno caratteristiche di evidente urgenza, imprevedibilità
e limitata durata nel tempo. Chiediamo al governo l'attivazione di un tavolo di
confronto sulla semplificazione delle procedure».
(...)