Continua il ciclo
Parola d'architetto! a cura di Urban Center Metropolitano e Fondazione
Ordine Architetti della Provincia di Torino. Lunedì 8 marzo il quinto incontro della serie vede protagonista Adolf Loos, con il testo "Ornament und Verbrechen" [Ornamento e delitto], 1908. Un titolo divenuto proverbiale, molto citato, poco letto e spesso frainteso scritto da uno dei padri del Moderno in architettura.
Il gruppo di lettura sarà invitato a confrontarsi con scritti d'architettura composti lungo un paio di millenni, dall'antichità ai giorni nostri, da Vitruvio a Rem Koolhaas (e oltre), per provare a svelare il fascino talvolta misterioso d'una letteratura che, con l'intenzione di raccontare la realtà, spesso arriva a costruire luoghi di sogno. Spesso si è visto le parole diventare pietre: qui si tenterà di vedere come le pietre possono diventar parole.
Programma delle prossime letture:
- Geoffrey Scott, The Architecture of Humanism, 1914 (15 marzo)
- Patrick Geddes, Cities in Evolution, 1915 (22 marzo)
- Walter Gropius, Internationale Architektur, 1925 (29 marzo)
- Hitchcock/Johnson, Modern Architecture, 1932 (12 aprile)
- Lewis Mumford, The Culture of Cities, 1938 (19 aprile)
- Frank Lloyd Wright, An Autobiography, 1943 (26 aprile)
- Pier Luigi Nervi, Costruire correttamente, 1955 (3 maggio)
- Ernesto Nathan Rogers, Esperienza dell'architettura, 1958 (10 maggio)
- Giovanni Astengo, Il piano di Assisi, 1955-57 (17 maggio)
- Archigram, Living City, 1963 (24 maggio)
- Robert Venturi, Complexity and Contradiction in Architecture, 1966 (31 maggio)
- Colin Rowe, Fred Kotter, Collage City, 1978 (7 giugno)
- Bernard Tschumi, De-, Dis-, S-, 1989 (14 giugno)
- Rafael Moneo, La solitudine degli edifici (21 giugno).