Se siamo convinti che il sistema dei compensi ottenuti attraverso tariffe precostituite, a percentuale sugli importi lavori o altri parametri non possa essere esaustivo del rapporto cliente-architetto, dobbiamo prenderne in considerazione uno nuovo, affidabile, verificabile e realistico.
Un sistema che faccia riferimento ai costi reali dei mezzi utilizzati e dello studio, al costo temporale della prestazione, un sistema difficilmente confutabile in quanto basato su dati trasparenti e verificabili.
Non possiamo dubitare che il legislatore del 1949, nella stesura della tariffa, tenesse conto dei costi reali della prestazione, ma è trascorso più di mezzo secolo e il modo di fare professione è cambiato in modo radicale.
Non sono poche le difficoltà nell'intraprendere un sistema innovativo, ma dobbiamo provarci se vogliamo modernizzare la professione dell'architetto e tenere il passo dell'Europa. I vantaggi sono evidenti: i costi effettivi del tempo impiegato, dell'organizzazione dello studio e della formazione permanente, i costi vivi, i gradi di difficoltà delle tipologie costruttive daranno credibilità al lavoro e consapevolezza professionale. Se dovesse mancare il riconoscimento del momento creativo, non misurabile in ore, non mancherà il rimedio come già fu fatto con il D.M. 4/4/2001.
Il Consiglio Nazionale ha pubblicato i Protocolli prestazionali e i riferimenti tariffari alle prestazioni che oggi rispecchiano le normative vigenti, ma molte prestazioni nuove non hanno richiamo nelle tariffe, ancorché di riferimento, se non la discrezionalità. Un vuoto da rimediare e i costi saranno di aiuto.
Il Consiglio Nazionale ha deliberato di dare inizio all'indagine sui costi delle prestazioni. Siamo consci dei tempi lunghi dell'operazione, ma siamo certi che i risultati saranno utili, per un nuovo sistema tariffario e per un rapporto più trasparente con la committenza.
Tre sono i principi informatori della iniziativa: il ricorso a sistemi informatici, la garanzia della esternalizzazione delle operazioni di banca dati e la loro valutazione, il rigoroso anonimato per chi partecipa.
Si possono prevedere quattro fasi. Una (già avviata) di costruzione del portale informatico per la messa in rete di domande inerenti a tipologie costruttive, prestazioni, dati sulla professione. Una seconda fase per il recepimento dei dati, una terza per la loro valutazione con soggetti di garanzia esterni, una quarta fase dedicata alla pubblicazione di un prontuario dei risultati.
Il successo dell'iniziativa dipende da una larga partecipazione della categoria attraverso gli Ordini Provinciali e il coinvolgimento degli studi professionali. Maggiori saranno i dati espressi, maggiore sarà la loro testimonianza di vericidità della condizione professionale e più giusto sarà il compenso delle prestazioni.