Nella migliore delle ipotesi è una
presa in giro, nella peggiore è una catastrofe: l'ennesima deregulation
edilizia varata d'urgenza dal glverno tre giorni prima delle elezioni regionali
è stata sommersa da un diluvio di critiche. Alle contestazioni degli ambientalisti
(tutti), dei migliori urbanisti e dei più attenti politici dell'opposizione
(pochi), si sono aggiunte le denunce, inattese e pesantissime, dei
professionisti del mattone: per costruttori e immobiliaristi l'annunciata
liberalizzazione rischia di rivelarsi "inutile come il piano casa", mentre per
architetti e tecnici è comunque "un pericolo per la sicurezza". Sotto accusa c'è
l'emendamento sull'"attività edilizia libera", che da venerdì 26 marzo consente
di modificare le case degli italiani senza alcun permesso o verifica pubblica e
senza neppure un progetto firmato dall'ultimo dei geometri.
(...) Sempre secondo gli architetti, l'
"assenza di ogni controllo di professionisti abilitati determinerà la
proliferazione di interventi di scarsa qualità tecnica, senza alcuna garanzia
per l'utente e la collettività, in totale dispregio delle tutele per i
lavoratori".
(...)