Il Ministro della Giustizia Angelino Alfano ha assicurato
che la riforma delle professioni si farà. "Ora ci siamo noi e la riforma la
faremo" ha detto ieri al termine dell'incontro con i vertici di 25 Ordini
professionali.
"Dobbiamo
riuscire - ha spiegato il Guardasigilli - a fare la riforma mettendo al centro
il cittadino, garantendo un'alta qualità delle prestazioni rese dai
professionisti, tariffe chiare e trasparenti che non siano un labirinto ma un
rettilineo e, allo stesso tempo, assicurando ai professionisti la dignità e il
prestigio che derivano dal loro essere laureati che hanno superato un esame di
Stato".
Come annunciato nei giorni scorsi, oggi è stato costituito
un gruppo di lavoro per la formulazione di uno Statuto delle libere
professioni. L'obiettivo principale è lo snellimento degli ordinamenti per
un'impostazione più rispondente alle moderne esigenze di ambiti professionali
proiettati ormai in uno scenario internazionale. Alfano ha ricordato che la
riforma delle professioni è attesa da decenni, ma si è detto fiducioso che il
lavoro iniziato oggi porterà a una riforma che incentiverà la ripresa economica
del Paese.
Massimo Gallione, presidente del Consiglio
Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori, ha invitato a puntare sulla formazione e sui giovani. Al
Ministro della Giustizia gli Ordini hanno chiesto che i professionisti possano
costituirsi in società multidisciplinari, anche per fruire degli strumenti
normativi e fiscali riservati alle imprese. Gallione ha confermato poi il
ruolo di sussidiarietà dell'architetto nei confronti della Pubblica
Amministrazione che, di fatto, 'alleggerisce' le strutture pubbliche di numerosi
interventi soprattutto nel campo dell'edilizia.
Sulle tariffe minime Gallione ha ribadito l'esigenza di
ripristinarle al più presto per i lavori pubblici, "nel rispetto dei principi
di equa competitività e tenendo conto anche dei costi effettivi, poiché la
politica del massimo ribasso sta ampiamente dimostrando le conseguenze
drammatiche della sua applicazione, in relazione ad una evidente diminuzione
della qualità di progetti ed opere realizzate." (...)