Tariffe, ai progettisti piace il modello tedesco
Testata:
Il Sole 24Ore Progetti e Concorsi
Data:
20-04-2010
Autore:
M. Frontera e M. Salerno
Arriva al punto di svolta l'offensiva di
architetti e ingegneri per l'abolizione delle "lenzuolate" sulle
liberalizzazioni promosse
dall'ex ministro Pierluigi Bersani. Nel mirino il sistema tariffario che, dopo la
breccia aperta dagli avvocati, si prepara alla reintroduzione di livelli minimi
inderogabili. L'azione nei confronti del Governo - e in particolare del
ministro della Giustizia Angelino Alfano - per il ripristino dei compensi
minimi è stata intensa. Lo scorso 15 aprile i rappresentanti delle professioni
hanno avuto un incontro in forma plenaria a viale Trastevere. Incontro al quale
i professionisti si sono preparati a lungo. Anche perché molte sono state le
argomentazioni a supporto della tesi, sostenuta da ingegneri e architetti, che
l'abolizione delle tariffe non ha favorito né il mercato, né la qualità
progettuale, né i costi finali dei lavori, né la sicurezza delle opere. Una tappa
significativa è stata la presentazione del sistema tariffario tedesco, indicato
come modello di studio per una possibile declinazione nella realtà italiana. (...)
«Ci sono ottimi spunti per aggiornare il sistema italiano» - dice Massimo Gallione, presidente del Cnappc - come il sistema bonus/malus che svincola gli onorari dall'aumento dei costi delle opere». Il sistema tedesco si basa su cinque gradi di difficoltà con una formula molto semplificata rispetto alla disciplina italiana. «Non vogliamo il ripristino delle vecchie tariffe - sintetizza Gallione - ma un nuovo sistema». Le richieste degli architetti non si fermano però alle tariffe. «Visto che si parla di riforme - dice Gallione -, riteniamo opportuno che si discuta anche di tutti i problemi che oggi affliggono il settore e per i quali noi pensiamo di poter offrire delle soluzioni. Tra questi c'è il ripristino delle tariffe, ma anche i nodi del Codice degli appalti, della programmazione delle opere pubbliche, della formazione e della semplificazione». (...) |
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