Ordini professionali preoccupati di essere
coinvolti nella manovra economica. Per il momento, a prevalere è la speranza
che gli organismi di rappresentanza degli iscritti non dovranno mettersi a
dieta come tutti gli altri enti pubblici destinatari della cura di Tremonti;
così come previsto dall'articolo 6 comma 5 del decreto legge 78/2010. Ma,
secondo quanto risulta a ItaliaOggi, in molti hanno bussato al ministero della
giustizia per avere rassicurazioni. Senza, tuttavia, riceverle.
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L'ipotesi del ridimensionamento ha messo in
allarme soprattutto gli ingegneri che ritengono la norma incomprensibile. «A
una lettura attenta della norma» spiega Giovanni Rolando, presidente del
Consiglio nazionale degli ingegneri, «non si comprende a chi dovrà essere
applicata e chi invece né resta fuori. Ecco perché abbiamo chiesto con forza
l'inserimento di un emendamento specifico che metta nero su bianco in modo
inequivoco chi è compreso in questa sforbiciata». Ma se l'ipotesi si
trasformasse in certezza i consigli nazionali e quelli territoriali si
troverebbero praticamente impossibilitati a operare». E il dubbio c'è anche per
il numero uno degli architetti Massimo Gallione che ha chiesto un chiarimento
al ministero della giustizia. «Rimane un punto interrogativo e se dovessi
applicare una lettura molto estensiva della norma sarebbe davvero una cosa
grave soprattutto in un momento in cui le categorie sono tutte al lavoro per la
proposta di riforma delle professioni».
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