Architetti italiani divisi sulla formazione. Il tema
ha dominato l'ultima riunione plenaria degli Ordini del 16 e 17 luglio scorsi a
Roma. Nonostante la formazione permanente sia un tema cruciale non è ancora
stato aggredito in una prospettiva di sistema e ponendosi obiettivi strategici.
Ogni Ordine si è mosso per proprio conto, maturando anche idee proprie sulla
questione. Al punto che l'incontro di due giorni a Roma non è stato in grado di
produrre un documento comune. Gli Ordini si sono spaccati già al primo bivio:
se la formazione permanente debba essere obbligatoria (dunque, con sanzioni per
chi non la fa) oppure volontaria. La spaccatura è geografica, con il Nord
tendenzialmente più favorevole all'obbligo e il Sud su posizioni opposte.
Perfino il principio che l'architetto debba aggiornarsi non è stato condiviso
proprio al 100%, anche se la quasi totale parte degli Ordini ritiene
l'aggiornamento ineludibile.
(...)
«Sull'obbligatorietà o meno - interviene il presidente
del Consiglio nazionale Massimo Gallione - mi auguro che a settembre-ottobre
matureremo una decisione; intanto però su questo tema bisogna anche vedere come
si muoverà il ministero dell'Istruzione». Un punto fermo - prosegue - è quello
di arrivare ad accordi con le Università, per fare in modo che gli Atenei
affrontino alcune tematiche professionalizzanti che non sono presenti oggi nei
programmi». Entro il mese, intanto, verrà selezionato l'operatore che
realizzerà la piattaforma informatica e telematica per la formazione a distanza
che il Consiglio nazionale ha promosso alfine di abbattere i costi della
formazione e uniformare le modalità di apprendimento.