Ne discutono da ormai trent'anni. Ma come il cemento armato - che è l'oggetto del contendere - è duro da sgretolare, così le posizioni di ingegneri e geometri (questi ultimi "spalleggiati" dai periti industriali) rimangono irremovibili. I primi a dire, confortati anche da una recentissima sentenza della Cassazione, che i calcoli strutturali non competono ai geometri e questi ultimi a rispondere che quando la costruzione è di dimensioni limitate pure loro possono intervenire.
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«I periti industriali e i geometri - rimpalla l'osservazione Massimo Gallione, fino a qualche settimana fa presidente del consiglio nazionale degli architetti - spingono per cercare di equiparare le loro competenze a quelle dei nostri laureati triennali. E tentano di farlo con brevi corsi di studio. Operazione che, per il momento, siamo riusciti a stoppare».
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L'esame della riforma procede a singhiozzo. Il Ddl Siliquini non parla espressamente di ambiti di attività