Il socio di capitale preoccupa l'architetto
Testata:
Il Sole 24Ore
Data:
15-12-2011
Autore:
Francesco Nariello
Detrazioni fiscali, accesso al credito, minori costi. Sono alcuni dei benefici che le società professionali potrebbero dare agli architetti. Dal 1 gennaio 2012, infatti, sarà possibile organizzare la propria attività sotto una qualsiasi forma societaria, come stabilito dalla legge di stabilità. La liberalizzazione, però, preoccupa i progettisti, soprattutto il caso in cui la quota di maggioranza finisce in mano a un socio di capitale: una situazione che, secondo l'Ordine, metterebbe a rischio l'autonomia degli studi, in particolare di quelli medio-piccoli. Chi opera invece in realtà più grandi giudica la liberalizzazione un'evoluzione naturale. «L'interesse della categoria verso nuove forme societarie - spiega Simone Cola del Consiglio nazionale degli architetti, che segue la vicenda -. Il modello proposto propone ai progettisti problemi seri rispetto al proprio ruolo, anche sotto il profilo deontologico. Con il socio di capitale che può arrivare a controllare la società, infatti, si configura una sorta di dipendenza mascherata per il professionista, che resterebbe senza autonomia. E a farne le spese potrebbe essere la qualità». (...) |
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