Semplificazione, riuso, contenimento del suolo, sussidiarietà. Sono le parole d'ordine del piano di rilancio della buona architettura e del mercato della progettazione che il Consiglio nazionale degli architetti ha messo in campo da tempo e che ora ha raccolto in un «decalogo» consegnato al viceministro delle Infrastrutture, Vincenzo De Luca. Il documento risponde alla richiesta di contributo sui temi della semplificazione avanzata nel luglio scorso proprio dal viceministro, che ha riunito intorno a un tavolo gli ordini professionali (non solo architetti, ma anche ingegneri) e le associazioni imprenditoriali (tra le quali i costruttori dell'Ance) per individuare le urgenze sulle quali intervenire al più presto con un decreto legge «anti burocrazia». Un provvedimento per affrontare l'emergenza che si affianca al Ddl D'Alia (n. 958, attualmente all'esame del Senato) che prevede un'ampia delega in materia ambientale e punta a potenziare riuso e contenimento del suolo: i due principi che, secondo gli architetti, debbono indirizzare il processo di semplificazione.
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«Non ci stiamo inventando nulla di nuovo, si tratta di procedure che già sono prassi negli altri Paesi europei - spiega Massimo Gallione, ex presidente del Cna e attualmente presidente del Dipartimento ordinamento professionale dello stesso Consiglio - e nella maggior parte dei casi si tratta semplicemente di far applicare norme che già esistono e dare, così, più certezza agli investitori privati, riducendo l'altissimo livello di contenzioso che rallenta le procedure e ostacola la ripresa del mercato».
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