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Piano, Fuksas, Rogers & Co la Roma degli architetti star

 
Testata:
la Repubblica
 
Data:
10-03-2007
 
Autore:
Paolo Boccacci e Simona Casalini
 
 
Il giardino d'inverno tra case di lusso, in una scatola di vetro che si specchia nel laghetto dell'Eur, firmata da Renzo Piano. Un'altra teca di cristallo dentro la quale fluttua, come in una Nuvola, il nuovo Centro congressi, disegnato da Massimiliano Fuksas. Il bianco del travertino che protegge l'Ara Pacis e le vele della chiesa di Tor Tre Teste, dalla matita dell'americano Meier. Fino al grattacielo di Richard Rogers alla Magliana.
Le archistar del mondo sono di scena a Roma dove è tornata l'architettura contemporanea. Dalle tre testuggini dell'Auditorium di Piano lo skyline della città si arricchisce di segni. Ecco a via Reni, al Flaminio, il Maxxi di Zaha Hadid, a via Reggio Emilia un altro museo, il Macro di Odile Decq, poi le curve del nuovo Palazzetto dello Sport di Tor Vergata dello spagnolo Calatrava, fino a Gregotti, Sartogo, Salgado, Paolo Desideri, Valle.
Le architetture di Renzo Piano per l'Auditorium ormai sono storia benedetta dal successo del Parco della Musica, diventato un centro culturale di livello mondiale, a cui il tappeto rosso della Festa del Cinema ha dato un risalto internazionale.
È stato proprio l'Auditorium, inaugurato il 21 dicembre del 2002, a regalare a Roma la prima grande opera di architettura internazionale del XXI secolo a distanza di un sessantennio dai progetti per i palazzi bianchi dell'Eur.
Ma ora è una corsa di progetti di matite d'eccellenza. Solo all'Eur, oltre al nuovo complesso di Piano che sorgerà sulle ceneri delle torri dell'ex sede del ministero delle Finanze, arriva il disegno della Nuvola di Massimiliano Fuksas, un'altra architettura trasparente, che sarà il prossimo Centro Congressi, su un'area di circa tre ettari che si affaccia sulla Colombo: bando di gara di prossima pubblicazione per un costo di 120 milioni di euro circa. La «nuvola», in particolare, verrà realizzata in gore-tex. Sarà una struttura flessibile, che potrà ospitare eventi e avrà una capienza di 9.200 posti.
Invece il museo dell'Ara Pacis, su progetto di Richard Meier, è stato inaugurato il 21 aprile 2006. E successivamente, il 23 settembre, è stato aperto anche l'Auditorium. Costo dei lavori 16 milioni di euro. Ed ora l'opera, che ha suscitato anche polemiche, si staglia candida sul lungotevere, dove è in programma la realizzazione di un sottopasso di 250 metri con un parcheggio sotterraneo di 390 posti auto, che consentirà di disegnare davanti all'Ara Pacis una sorta di terrazza pedonale sul fiume.
Ma Meier lascia a Roma anche le alte vele della parrocchia di Tor Tre Teste, una delle chiese progettate durante il Giubileo, inaugurata poi nell'ottobre del 2003.
Avanti. C'è il Maxxi, il Museo di arte contemporanea del XXI secolo progettato da Zaha Hadid su un'area di via Reni, al Flaminio. Costa 125 milioni di euro e sarà caratterizzato da un complesso intreccio di spazi e volumi.
E proprio in asse con il Maxxi, il nuovo Ponte della Musica, sul Tevere, che tra poco andrà a gara, progettato dagli inglesi dello studio Buro Happold Engineers. Lungo 170 metri, sarà destinato a pedoni e ciclisti, ma anche al trasporto pubblico.
Rimaniamo ai ponti. Quello della Scienza, tra la sponda del fiume dalla parte del Gazometro e quella del Teatro India, è stato disegnato dagli italiani Andeoletti, Pintore e Tonucci.
Più lontano, nel campus di Tor Vergata, nascerà la Città dello Sport disegnata dallo spagnolo Santiago Calatrava, altro maestro dell'architettura internazionale. E per i Mondiali di Nuoto del 2009, si materializzerà un palazzo dello sport per 8 mila spettatori con due grandi coperture a forma di ventaglio, in un parco di 50 ettari.
Dall'altra parte della città, dopo l'Eur, sugli ettari di Castellaccio, la sfida è raccolta dall'italiano Franco Purini con la sua Torre, un grattacielo in vetro, acciaio e travertino alto 120 metri, che si affaccerà su una piazza più grande di piazza Navona. Non solo: di Purini è anche la nuova Casa dello studente a forma di nave che si costruirà sul lungotevere Papareschi.
Ancora grattacieli. Come quello, poco distante, che sorgerà alla Magliana, dove la nuova centralità, studiata nelle stanze dell'assessorato ai Progetti speciali di Claudio Minelli, è stata affidata a un progetto dell'americano Richard Rogers, l'architetto che firmò con Piano lo storico edificio del Beaubourg parigino. E qui è prevista una «torre» di 30 piani per uffici, disegnata da Rogers.
Anche per le stazioni è gara di architetti. La più importante sarà la Nuova Stazione Tiburtina, una piastra che si librerà sui binari, firmata dallo studio romano ABDR guidato da Paolo Desideri. Forte il «segno» urbano: una grande galleria aerea lunga 300 metri, trasparente, che sarà allo stesso tempo stazione e viale urbano di congiungimento tra due quartieri.
E sempre dello stesso studio ABDR è la nuova stazione del metrò B1 di Annibaliano, caratterizzata da una forma da astronave.
Ancora un grande progetto per un grande architetto nel cuore di Roma: quella «Città dei giovani» già in cantiere sugli ettari degli ex Mercati generali di Ostiense, affidata all'olandese Rem Koolhaas, una cittadella con mediateche e centri sportivi, che prenderà forma con grandi piazze interne e lunghi edifici bianchi.
Altra operazione di recupero, nell'ex Mattatoio di Testaccio, che ospiterà la Città dell'arte e che vede, per la parte destinata all'università Roma Tre i disegni di Francesco Cellini e Alessandro Anselmi. E quest'ultimo firma inoltre una parrocchia a Malafede e la nuova Stazione San Pietro, pensata come un «muro» svuotato nella parte centrale da una piazza coperta. E ancora di Anselmi è il Centro operativo del Parco tecnologico Tiburtino.
E un'altra grande struttura già nata è quella della Nuova Fiera di Roma, sulla Roma Fiumicino, con l'imponente prospetto con padiglioni a pettine disegnato da Tommaso Valle.
Veniamo alle «centralità», i nuovi quartieri della periferia. Ognuna di loro ha una firma illustre. Oltre a Rogers alla Magliana, ecco il portoghese Manuel Salgado alla Romanina, un'area di 92 ettari dove è previsto anche lo sviluppo dei nuovi Studios di Cinecittà, la localizzazione della Geode e del Planetario. Acilia-Madonnetta è invece firmata da Vittorio Gregotti, 136 ettari tra l'Eur e il mare, dove si realizzerà anche il campus dell'ateneo Roma Tre. Infine la Bufalotta di Gino Valle incastonata in un parco.
Poco distante, nell'ambito del nuovo piano «articolo 11» della Magliana, il bando per la progettazione tra l'altro di un albergo-torre di 70 metri è stato vinto dall'architetto Stefano Cordeschi con lo studio Abt. Terza è arrivata invece Paola Rossi, che si è fatta notare per il disegno di un bianco palazzo dall'insolita forma triangolare in via di San Fabiano, vicino via Gregorio VII, progettato con Massimo Fagioli.
Ma non mancano altre firme. C'è il centro sportivo di Dragona di Paolo Portoghesi, l'ampliamento della Galleria Nazionale d'Arte Moderna di valle Giulia di Diener e il nuovo museo della Shoah accanto villa Torlonia, di Luca Zevi e Giorgio Tamburini.

 
 
 

 

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