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  Documenti LLPP e Protezione Civile , Il maestro della trasparenza  

Il maestro della trasparenza

 

Kengo Kuma e la sua architettura a basso impatto. A Como la prima mostra sul grande progettista giapponese

Testata:
Corriere della Sera
 
Data:
11-03-2007
 
Autore:
Pierluigi Panza
 
 
Una sintesi di Oriente e Occidente, d'invenzione nella tradizione (sia nei materiali che nelle forme) in una prospettiva che coniuga architettura e ambiente: sono i tratti della poetica di Kengo Kuma, architetto giapponese (Kanagawa, 1954) al quale l'Ordine degli Architetti e il Collegio delle Imprese Edili di Como dedicano una mostra sui suoi ultimi lavori, curata da Luigi Alini con la monografia «Opere e progetti» (1994-2004) pubblicata da Mondadori- Electa. Elaborata con l'Arkitekturmuseet Skeppsholmen di Stoccolma, è la prima monografica allestita in Italia sul maestro giapponese. Laureato a Tokyo, perfezionato alla Columbia University di New York e attivo dal 1987, Kengo Kuma usa prevalentemente tecniche tradizionali (esempio Bambolo House) adeguandole a scelte d'avanguardia, come la regolazione dell'umidità attraverso ventilazione naturale con tecniche ancestrali o l'uso di materiali più moderni nella costruzione dei musei, dall'Arkitekturmuseet Museum al Nasu Tochigi. Kuma, come ha scritto lui stesso, mira ha un'architettura a basso impatto, «trasparente» sia metaforicamente che di fatto, che si può definire della dissolvenza, non dissimile dalla scena allestita da Keita Asari per la «Madama Butterfly» alla Scala (1985), sospesa tra trasparenze, ombre e giardino Zen. La mostra presenta sei esempi di intervento compiuti tra 2000 e 2002 in Giappone e Cina: il Museum of Hiroshige Ando, Batou, Nasu-gun, Tochigi; il Takayanagi Community Center, Takayanagi, Kariwa-gun, Niigata; il Nasu History Museum, Nasu, Tochigi; il Great Bamboo Wall, Pechino; la Plastic House, Meguro, Tokio; l' Adobe Museum for Wooden Buddha, Toyoura, Yamaguchi.
L'allestimento, progettato da Kuma, è costituito da sei box che fungono sia da strutture espositive sia da contenitori per il trasferimento della mostra, realizzati con gli stessi materiali impiegati nella costruzione delle opere. Le architetture sono presentate in relazione ad alcuni «temi radice»: natura/artificio; luce/ombra, semplice/complesso, opaco/trasparente, provvisorio/permanente, massivo/leggero, superficie/profondità...
L'attenzione a una architettura dei sensi che si coniuga con l'ambiente è il messaggio più proficuo che Kuma trasmette all'Europa. La quale, tuttavia, può accoglierlo più come suggestione che come reale esempio per le nostre città.
KENGO KUMA. Como, Salone San Francesco, fino al 27 marzo. Ore 11-20, chiuso lunedì

 
 
 

 

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