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Sole, legno, giardini e serre nasce l'ospedale ecologico

 

A Firenze il pediatrico che unisce salute e ambiente

Testata:
la Repubblica
 
Data:
12-03-2007
 
Autore:
Giovanni Valentini
 
 
I bambini, si sa, non sono pazienti. Nell'esuberanza dell'età, non lo sono in senso letterale perché in genere non hanno pazienza, la natura li rende vivaci e irrequieti. Ma non sono pazienti neppure in un senso medico e sanitario, perché chiedono di essere curati in maniera speciale, in un ambiente diverso da quello solitamente triste e freddo degli ospedali, in modo da restare con i genitori e magari continuare a giocare anche quando sono malati. Raccolti durante un convegno intitolato appunto "I bambini non sono pazienti", i loro desideri e i loro sogni sono diventati le linee guida su cui i progettisti dello studio Cspe, vincitori di un concorso internazionale, hanno elaborato il progetto del Nuovo Meyer, l'ospedale pediatrico di alta specialità, alle porte di Firenze, seconda tappa del nostro viaggio nella Sanasanità, che aprirà i laboratori e gli ambulatori specialistici tra maggio e giugno per entrare in funzione a pieno regime entro la fine del 2007.
Con 200 posti letto di cui 50 di day hospital; 7 sale operatorie e 9 diagnostiche; una superficie complessiva di 32 mila metri quadri, di cui 5 mila di giardini sui terrazzi e sul tetto; immerso in un parco di sette ettari, questo è il primo ospedale bioclimatico d'Italia e finora uno dei pochi in Europa. In tempi di effetto serra e surriscaldamento del pianeta, il Nuovo Meyer è stato costruito secondo un'avanzata concezione ambientale, per coniugare il risparmio energetico con l'abbattimento delle emissioni di anidride carbonica nell'atmosfera.
Qui, insomma, si celebra ufficialmente la "santa alleanza" tra salute ed ecologia. Sia nell'originaria palazzina ottocentesca sia nel nuovo padiglione addossato alla collina, sono state adottate soluzioni che consentono di ridurre i consumi di energia, favorire la ventilazione, proteggere tutto il complesso dal calore estivo, contenere l'uso del condizionamento e utilizzare al meglio la luce naturale: i raggi del sole vengono convogliati dall'alto all'interno dell'edificio, attraverso i "cappelli di Pinocchio" o "solar tubes", quelle strutture architettoniche che consentono di illuminare le stanze e gli ambienti sottostanti, comprese le sale di soggiorno, le sale gioco e gli ambulatori.
Nel nuovo "ospedale verde" per i bambini, ai piedi delle colline di Careggi, si entra attraversando una "serra bioclimatica" che funge da spazio di accoglienza. A prima vista, sembra una cattedrale gotica, addolcita dalle strutture portanti in legno, come le volte di una foresta immaginaria. La hall è fornita di pannelli fotovoltaici con la doppia funzione di produrre energia elettrica (30,5 chilowatt) e filtrare la luce solare. «Il primo impatto emotivo che il Nuovo Meyer susciterà nelle famiglie - dice il direttore generale, Paolo Morello Marchese - è quello di un'edilizia storica radicata nella cultura italiana, in perfetta armonia con l'ambiente circostante».
È significativo che sia stata una Regione tradizionalmente "rossa" come la Toscana a finanziare in gran parte la costruzione del nuovo ospedale nel segno dell'ecologia, per una spesa complessiva di 60 milioni di euro. E non è un caso che, alla presidenza della Commissione Sanità, si trovi proprio un esponente dei Verdi come Fabio Roggiolani. Un contributo al buon governo e alla buona amministrazione locale, anche da parte di quella sinistra radicale che fa capo al ministro dell'Ambiente, Alfonso Pecoraro Scanio. «In Italia - afferma Roggiolani - la sanità pubblica non solo non cura, ma può anche far male. È l'utile idiota dietro il quale si nascondono grandi interessi privati, sotto la pressione di lobby molto potenti. Nel nostro Paese, c'è un'ipocondria di massa a cui bisogna mettere un freno per impedire che danneggi l'intero sistema e soprattutto coloro che ne hanno più bisogno».
In una regione di 3 milioni e mezzo di abitanti, l'assistenza sanitaria assorbe i tre quarti del bilancio: circa 6 miliardi di euro all'anno. Solo le prenotazioni, per esami e visite specialistiche, costano 270 milioni. Quando fu nominato presidente della Commissione Sanità, Roggiolani si accorse che negli ultimi due anni il numero di queste prestazioni era salito vertiginosamente dai 37 milioni del 2003 ai 51 del 2005, con un incremento del 40%. E per di più, senza alcun rapporto con il miglioramento della qualità della vita, visto che l'abuso di queste pratiche finisce spesso per nuocere alla salute dei cittadini: da uno studio condotto dal professor Eugenio Picano dell'Università di Pisa, risulta infatti che le radiazioni ionizzanti - emesse da raggi X, Tac e Pet - provocano il 4,5% dei tumori mortali.
È stata proprio questa, dunque, la prima "voce" su cui si sono concentrati gli sforzi per contenere la spesa aumentando l'efficienza. L'idea di cui il verde Roggiolani rivendica la primogenitura, anche rispetto alla campagna dell'ex ministro Francesco Storace rimasta poi sulla carta, fa perno sul Cup (Centro unico di prenotazione) a livello regionale, per istituire la prenotazione diretta presso il medico di base e quindi la cartella clinica informatizzata: il costo complessivo si riduce così di un quinto, con un risparmio di 200 milioni annui. Su scala nazionale, con 1,2 miliardi di prenotazioni per una spesa totale di 6 miliardi di euro, il risparmio può arrivare addirittura a 5 miliardi all'anno.
Ma questo sarebbe soltanto l'inizio. In realtà, come spiega il presidente della Commissione Sanità della Toscana, l'esperienza dimostra che un'organizzazione del genere provoca un crollo delle visite, oltre a un accorciamento dei tempi di attesa, a una semplificazione logistica e burocratica a vantaggio dei cittadini. Con il filtro del medico di medicina generale, affrancato dalla funzione di semplice passacarte, più responsabilizzato e soprattutto più informato sulla storia clinica del paziente, anche l'«ipocondria di massa» può essere fortemente ridimensionata.
È quello che a livello provinciale è già accaduto a Empoli, dove la Usl 11 ha sottoscritto un accordo-quadro con i medici di base, riconoscendo il loro ruolo fondamentale. L'intesa prevede anche l'istituzione di un "Portafoglio della Medicina generale" nel quale confluiscono i fondi che derivano dai vari progetti per un uso più appropriato delle risorse, da finanziamenti regionali e da eventuali altre risorse con una destinazione specifica, per un importo complessivo di 350 mila euro in tre anni. Più un fondo aziendale di 864.615 euro e un altro per i progetti delle cooperative di ulteriori 108 mila euro nel triennio.
In attesa che il Nuovo Meyer apra le porte, per celebrare il connubio tra salute ed ecologia, la sanità "rossa" si tinge quindi di verde. Forse è un'altra conferma che la sinistra di governo non può rinunciare all'ambientalismo. E che il riformismo, come predica da tempo Walter Veltroni, è compatibile anche con una certa dose di radicalismo.

 
 
 

 

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