Materiali naturali, basso consumo energetico e inserimento armonico nel territorio sono le caratteristiche di una casa "sostenibile".
La cultura della sostenibilità ambientale nel settore edilizio è il tema della conferenza dedicata al risparmio energetico dal "Gruppo amici di Beppe Grillo" di Vicenza nella sede della cooperativa Insieme. Il "bioarchitetto" Maurizio Signorini, progettista e arredatore originario di Montebello, che da 12 anni lavora esclusivamente secondo i criteri della bioedilizia ed è docente Anab (Associazione nazionale architettura bioecologica), ha tessuto le lodi dei materiali naturali utilizzabili nel campo delle costruzioni.
Sul tavolo davanti a lui in bella mostra c'erano campioni di fibra di canapa, cocco e lino, gesso fibra e legno mineralizzato. «Forse costano un po' di più degli altri materiali, ma non richiedono nessuno sforzo per essere smaltiti» ha sottolineato Signorini, che ha insistito a lungo sulla necessità di una svolta culturale per costruire rispettando l'ambiente; la sostenibilità è un fattore culturale, un movimento che deve partire dal basso, da una scelta consapevole e non dalla politica: «Per ogni legge fatta si troverà il modo di aggirarla» ha spiegato.
A dimostrazione che la bioarchitettura sostenibile non è solo utopia, Signorini ha illustrato il progetto (elaborato con Lorenzo Vittori) di una sala comunale polivalente da poco realizzata a Carbonera (Treviso) assieme ad un team di architetti ed artigiani. Una costruzione di 144 metri quadrati (nella foto) in legno terra cruda ed altri biomateriali che consuma 184 euro l'anno di energia, equivalenti a 2,5 litri di gasolio per metro quadrato e che si è guadagnata la certificazione "classe A" di CasaClima per il consumo energetico. Il bando originale prevedeva una classica costruzione in muratura, fino all' "illuminazione" del primo cittadino: «Un giorno il sindaco ha partecipato ad una conferenza sulla sostenibilità ed è rimasto fulminato sulla via di Damasco - ha raccontato Signorini -. Ha poi modificato il bando richiedendo che la costruzione rispettasse i criteri della sostenibilità». Sorprendente in questa costruzione in legno, costata 190 mila euro e realizzata in quattro mesi, è l'utilizzo della terra scavata per ricavare le fondamenta: dalla montagnola di terra sono nati mattoni, rigorosamente fatti a mano, per il muro divisorio interno della sala, cotto per il pavimento e intonaco per le pareti. Per non avere dubbi sull'origine "sostenibile" del legno, la componente principale della costruzione, sono state utilizzate assi garantite da un ente europeo che certifica la gestione controllata delle foreste contro l'eccessivo sfruttamento.
Negli studi progettuali preliminari è stata calcolato l'allineamento al sole al variare delle stagioni, la disposizione degli alberi per fare ombra ed il passaggio dei venti dominanti per conoscere le correnti. Da notare la tinteggiatura interna a velature, realizzata sovrapponendo varie sfumature di colore per favorire le variazioni di luce, ed i neon "true light" che riproducono lo spettro solare al 94 per cento fornendo una luce simile a quella naturale.