Quando Franco passò ad altra vita e la sua lunga dittatura finì (1975), la Spagna sembrò risvegliarsi d'un colpo, diventando un Paese giovane, che non credeva più a nessun divieto, voleva divertirsi, guardava avanti con spavaldo ottimismo. Aiutato, in questo, dal re Juan Carlos che a differenza dei suoi antenati aveva scelto risolutamente la democrazia, garantendo un viaggio verso la modernità privo di minacce. La parola magica di quegli anni fu Movida, il movimento che svecchiava secoli di cupezze religiose e costrizioni politiche.
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Nell'architettura, poi, la Spagna da tempo fa scuola. Il primo modello da imitare fu il post-moderno Ricardo Bofill, oggi tutti guardano all'opera di Santiago Calatrava. Per quanto riguarda il design il nome di spicco è quello di Patricia Urquiola. In cucina s'impone l'estro di Ferran Adrià, unico cuoco inserito da Time nella lista dei cento personaggi più influenti del pianeta. E nella moda, accanto ai pazzi colori di Agatha Ruiz de la Prada, le t-shirt di Custo e le scarpe Camper continuano a essere le cose più giuste da portare, e non solo a Ibiza.
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