A Torino e a Roma si allargano i marciapiedi; a Milano, invece, li stringono. Così scrive un collaboratore di un quotidiano locale che sottolinea come questi essenziali elementi della città - spazi per pedoni - vengano quotidianamente invasi da motocicli parcheggiati, sedie di bar e ristoranti, biciclette che transitano. Come ha scritto 45 anni fa Jane Jacobs in quello che resta ancora uno dei testi fondamentali dell'urbanistica contemporanea, Vita e morte delle grandi città, in se stesso un marciapiede di città non significa niente, è un'astrazione: «significa qualcosa solo in relazione agli edifici e agli altri usi esistenti lungo di esso o lungo altri marciapiedi immediatamente prossimi». Insieme con le strade, i marciapiedi costituiscono i più importanti luoghi pubblici di una città; sono i suoi organi vitali.
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I marciapiedi delle città italiane possiedono qualcosa che i marciapiedi nordamericani non hanno: una storia. Conservano la nostra memoria collettiva, sono elementi che si oppongono - come possono - alla standardizzazione in corso, che è l'evento preponderante dell'attuale trasformazione sociale. Ogni marciapiede racconta una storia, se solo sappiamo leggerla. In un bellissimo articolo di archeologia urbana, pubblicato sulla Stampa negli Anni 80, «Segni sulla pietra», Primo Levi ci ricorda l'importanza storica e letteraria dei marciapiedi, da Dante ai Promessi sposi. Gli spazi sopraelevati per i pedoni sono un'istituzione civile, scrive, ma sono anche pieni di sorprese. Levi parla dei marciapiedi di Torino, gli stessi che, come racconta nella Tregua, percorreva con lo sguardo rivolto verso il basso nei mesi successivi al suo ritorno da Auschwitz per l'abitudine di cercare in terra qualcosa di utile o da mangiare. Il giorno che si procederà alla riesumazione dell'asfalto urbano, di cui sono ricoperti molti marciapiedi, si scopriranno, scrive, alla stregua degli insetti del Pliocene, tappi di Coca-Cola, anellini da strappo delle birre, ricavandone dati sulla qualità e quantità delle nostre scelte alimentari.
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