Raccontare Palermo attraverso le sue pietre: che si trasformano in chiese, palazzi, mercati e torri, e danno vita a una storia stratificata. Ogni epoca propone una realtà diversa. Dalla fenicia città sul porto arriviamo ai normanni, al dimenticato splendore barocco, all'eleganza del liberty. La decadenza è dolorosa, come un ultimo destino. Coincide con Palermo ferita dai bombardamenti, con la creazione dell'ente Regione e il crescere di un'ipertrofica struttura burocratica. Bisogna alloggiare i nuovi impiegati e la città sembra smarrire la sua memoria, quel culto per la bellezza che nei secoli aveva collegato tante generazioni di abitanti innamorati della loro capitale. Palermo si mimetizza, diventa preda per voraci appetiti. La speculazione edilizia la mortifica e consegna ai suoi ultimi abitanti una città caotica, quasi estranea a se stessa.
La ristampa di Palermo. Tremila anni tra storia e arte (Dario Flaccovio editore, 178 pagine, 44 euro) di Adriana Chirco, rende nuovamente disponibile un volume pubblicato nel 1992 e ci offre l'occasione per un viaggio nella memoria. Grazie alla riproduzione di antiche stampe e alle fotografie di Salvo Veneziano, basta sfogliarlo per restare catturati dal fascino di una città troppo spesso bistrattata. (...)