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  'La sfida? Un passante ferroviario. Design e poesia, ma mai monumenti'  

'La sfida? Un passante ferroviario. Design e poesia, ma mai monumenti'

 

Parla Mimmo Paladino, nella giuria che esaminerà i lavori

Testata:
la Repubblica
 
Data:
20-03-2007
 
Autore:
Carlo Alberto Bucci
 
 
La legge del 2 per cento nella versione capitolina spinge artisti e architetti a lavorare gomito a gomito. Cosa ne pensa di questa idea, Mimmo Paladino?
«È una novità che tale non dovrebbe mai essere» spiega l'artista, membro della commissione, nominata dal Comune, che giudicherà i progetti dei suoi colleghi. «Pittore e progettista dovrebbero sempre lavorare in parallelo. Non ha senso arrivare a cantiere finito e attaccare il proprio "francobollo" alla parete».
Ha mai partecipato ai concorsi per realizzare un'opera in uno spazio pubblico in base alla legge del 2% del 1949?
«No, mai. Neanche quando ero giovane. Il fatto è che il bando esce sulla "Gazzetta ufficiale". Ma chi la conosce? C'è sempre stato un difetto di comunicazione e mi auguro che il bando dei concorsi di Roma appaia su riviste specializzate, giornali, tv».
Come garantire la qualità degli interventi artistici?
«In linea generale, io sono dell'idea che ci si debba muovere come nelle gare d'architettura: concorsi ad invito e inviti molto selezionati».
A Roma, però, potranno partecipare tutti, noti e sconosciuti. Sceglierete il vincitore anche in base al curriculum?
«Ma figuriamoci se sto a guardare se ha esposto alla Biennale o in qualche mostra alla moda. No, e non guarderò neanche al "valore artistico". Chi sono io per stabilirlo? Starò invece attento all'aderenza dell'opera, che sia un mosaico, una statua o un video, all'architettura per la quale, con la quale, è stata realizzata». (...)

 
 
 

 

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