La riforma delle professioni la farà il parlamento. Ben vengano le proposte del governo, ma quello che uscirà dalle commissioni congiunte giustizia-attività produttive sarà un testo che terrà in considerazione anche le proposte di legge già depositate. E soprattutto le posizioni di ordini, associazioni e sindacati. Ecco perché è necessario acquisire quanti più elementi possibili. Dunque le audizioni, che per vari motivi in queste ultime settimane sono andate a rilento, riprenderanno al più presto. E saranno completate entro un mese. Pino Pisicchio, presidente della commissione giustizia della camera, prova a placare così le polemiche alimentate da quanti sostengono che dietro l'iter lento delle audizioni ci sia una volontà politica di non portare a compimento la riforma delle professioni intellettuali.
Domanda. Vero è, però, che in un mese avete dedicato solo un pomeriggio alle audizioni. E la convocazione di ieri per Cup e Regioni è stata disdetta all'ultimo momento...
Risposta. Il governo ha deciso di porre la questione di fiducia sull'approvazione delle liberalizzazioni (disegno di legge di conversione del decreto-legge 31 gennaio 2007, n. 7, ndr). E noi non potevamo non essere in aula in quel momento.
D. Pierluigi Mantini, uno dei relatori alla riforma, propone di fare le audizioni anche il lunedì per recuperare tempo. Cosa ne pensa?
R. A me non è stata comunicata nessuna richiesta di questo tipo. Come presidente sono in commissione anche il lunedì. E quindi non sono contrario. Il problema è un altro: i deputati delle due commissioni sono disponibili a farle? Perché, l'audizione ha senso se qualcuno l'ascolta. Sono anche convinto di un'altra cosa, però. E cioè che il programma delle audizioni che abbiamo messo giù non è poi così lungo. E possiamo concludere il ciclo degli incontri anche entro un mese, sempre se non ci sono altri problemi politici a livello generale. (...)