L'influenza dell'arte sull'architettura contemporanea passa attraveso due nomi, Claes Oldenburg (1929) e Gordon Matta Clark (1943-1978). Il primo ha influenzato con le sue proposte di edifici in forma di orsacchiotto, di parole e di forbice tutti i progetti che, dal 1965, hanno pensato il costruire come processo iconico e pop, da Cook a Pesce, mentre il secondo ha segnato, dal 1975, con i suoi interventi di rimozione di muri e con i suoi tagli di edifici, tutta la ricerca decostruttiva, da Gehry a Tschumi. (...) Arrivato a New York mette insieme questi elementi e comincia dal 1969 a trattare l'oggetto architettonico, come un 'ready made' duchampiano. Il suo intervento passa attraverso l'antico gesto scultoreo dello scalpello, soltanto che lo strumento per incidere è il martello pneumatico. Con questo l'artista interrompe nel 1974 la continuità di una facciata di un edificio, nell'area delle Niagara Falls, plasmandola secondo un sistema gemetrico semplice, oppure pratica un taglio netto in una casa, spezzandola in due. (...)