Brianzolo di Erba, laurea a Genova (con Enrico Bona), tirocinio con Renzo Piano (è stato capo progetto del Lingotto), Enrico Frigerio, 51 anni, fondatore e titolare del Frigerio Design Group, ama definirsi architetto slow. I suoi edifici sono eleganti ma discreti. Moderni ma attenti al contesto locale. Usa le tecnologie più sofisticate al servizio della sostenibilità: ecologica, economica, sociale. La mostra itinerante che approda lunedì al Politecnico documenta il suo stile e il suo metodo. Nella tribuna dell'autodromo di Imola rifiuta il calcestruzzo in favore del legno, più ecologico e più educato. Negli uffici RAS di Milano (lodati dal WWF) coniuga il massimo di efficienza energetica con il minimo di consumi: ampie vetrate per la luce naturale, illuminazione e riscaldamento regolati dal computer. A Giussano realizza una palestra "ecosostenibile" sprofondata un metro sottoterra, perciò più calda d'inverno e più fresca d'estate (e, grazie a uno speciale sistema di aerazione, meno puzzolente). A Vercelli, nello stabilimento Sambonet, coniuga la povertà spartana dei materiali (prefabbricati) con l'eleganza delle geometrie orizzontali, mutuate dal paesaggio delle risaie, e vivacizza la facciata con delicate tinte pastello. Una sensibilità al colore che ritorna nell'imponente, ma non minacciosa, centrale elettrica di Sparanise (Cosenza) costruita per il gruppo EGL di Zurigo.