Vetro e Design: due parole dai significati diversi ma che unite possono raccontare una miriade di storie. Si tratta di storie con la "s" minuscola, nel mio caso, storie legate a una vita di amicizie con coloro che condividono con me la passione per l'arte, il design, la poesia, il "fare" dentro questi campi ineffabili quanto fascinosi. È dalla fine degli anni '60 che mi interesso di design, e dai primi anni '70 che frequento i più noti designer e architetti contemporanei, come Giò Ponti, Ettore Sottsass, Marco Zanuso, amici di sempre, mirabili fantasisti che ogni volta mi hanno stupito per la loro generosità e la loro creatività. Furono altre amicizie, quelle "antiche" con Carlo Scarpa e Fulvio Bianconi, a introdurmi invece al mondo delle vetrerie di Murano, all'artigianato storico dei maestri vetrai, e di Giuseppe Mazzariol.
(...)
Il mondo del design e i suoi fruitori contemporanei hanno così bisogno, sempre, di vivere con immagini, forme e simbologie attuali, pur non accantonando la tradizione. La collezione "Corolle d'Autore Rex" ha portato diverse generazioni di architetti e designer ad affrontare un tema radicato nel patrimonio storico e culturale muranese, il calice: un tema che ritroviamo già a partire dalla seconda metà del XIV secolo. I pochi, pochissimi elementi in gioco (piede, stelo e coppa) sono stati da sempre la fonte di variazioni stupefacenti: le oltre settanta rivisitazioni che sono state accolte nella collezione suonano come suonerebbe una improvvisazione jazzistica su di uno standard tradizionale, vere e proprie sostituzioni armoniche e melodiche di grande creatività, sia nelle forme che nei colori.
Ancor più sperimentali sono invece le collezioni da me create con Alessandro Mendini, "Micromacro", e con Vico Magistretti, "A tutto tondo". L'una legata all'attrito tra una sorta di gabbie in acciaio e la plasmabilità/adattabilità del vetro dentro queste strutture, l'altra giocata sul motivo ripetuto della sfera o della semi-sfera (o del cerchio o semi-cerchio) con cui Magistretti ha voluto glorificare un motivo che in arte e in natura evoca tante letture e tante simbologie: il neo-platonismo, le forme della vita (l'abbozzo embrionale), l'onda e sue forme, i meandri dei corsi d'acqua, le pinne di vari pesci, lo sbocco d'una sorgente, e altri dettagli ancora che ritroviamo in quel libro stupefacente di Theodor Schwenk, Il caos sensibile.
Di questi intrecci profondi tra mondi differenti per una creazione "veramente" artistica se ne ha bisogno, soprattutto oggi che la mistificazione sta prendendo il sopravvento in tutto, e in piccolo anche nel mondo del vetro, dove è sempre più raro trovare oggetti autenticamente di valore. Il mio grido d'allarme per la sopravvivenza del vetro è solo all'inizio: istituzioni, camere di commercio, industriali italiani ed esteri dovrebbero farsene carico, e individuare un modo per valorizzare le forze da noi messe in campo in un prodotto che sa unire artigianato, design e inventiva permettendo una lettura inedita e stimolante del reale intorno a noi.