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  «La Biennale d'arte è fallita, il futuro è Milano»  

«La Biennale d'arte è fallita, il futuro è Milano»

 

Sgarbi sfida la città: «A Mestre basta concorsi, chiamate gli architetti».

Testata:
Corriere del Veneto
 
Data:
29-03-2007
 
Autore:
Martina Zambon
 
 
MESTRE - « Nel 2009 farò la prima edizione di " Babele a Milano", un nome che fa riferimento espressamente alla Biennale di Venezia e questo corrisponde a una rifondazione della Biennale d'Arti Visive ormai irrimediabilmente fallita » . Vittorio Sgarbi dichiara guerra alla Biennale d'Arte e promette « Sono assolutamente malintenzionato, è da trent'anni che questa importantissima istituzione va sempre peggio, affidata a zucche vuote, e ora voglio vendicarmi».
(...) « Il futuro è la città che sale, non Venezia destinata a diventare il sogno di se stesssa » , spiega Sgarbi alla platea del centro culturale Santa Maria delle Grazie nel corso dell'incontro « Una città a due passi da Disneyland».
Il vero futuro è a Mestre che dovrebbe diventare epicentro di una città metropolitana dell'arte, dal Brenta con le sue ville, fino alla meraviglia della reggia di Stra « Meglio di Versailles » , verso Treviso, Altino, Padova. « Qui c'è tutto - commenta Sgarbi - e Mestre può solo migliorare, ma per farlo servirebbe un sindaco non filosofo, un sindaco creativo, diciamo pure qualcuno che non sia veneziano, potrei farlo io, ad esempio » . E il critico, se non altro, appare ferrato in materia di arte e architettura venete, cita en passant la villa palladiana di Piombino Dese « venduta a un americano ». « Qui dovrebbe rivolgere la sua attenzione la Biennale Architettura, qui non si devono fare concorsi, che tanto poi vince sempre il peggiore, bensì scegliere gli architetti. Ben vengano iniziative come l'Heineken Festival che ricordano a tutti come Mestre non sia un luogo di serie B » . La chiave di volta, però, passa per l'architettura e rispunta fuori Bilbao: « Si deve chiamare Frank O. Gehry che ha cambiato il volto di una città fatta da quattro case - commenta Sgarbi - , Mestre, invece, ha la fortuna di essere a Venezia e nel bel mezzo di un crocevia di cultura straordinario. Del resto, se hanno fatto un museo a Rovereto, perché non farlo qui, ci sono molti più vantaggi ».
(...)
 
 
 

 

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