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  Architettura contemporanea alpina , Le affinità esclusive della metropoli  

Le affinità esclusive della metropoli

 

Parla lo studioso Jacques Donzelot

Testata:
il manifesto
 
Data:
29-03-2007
 
Autore:
Alessandro Coppola
 
 
(...)
La banlieue francese è nata come potente meccanismo di coesione sociale, di modernizzazione del sociale per mezzo dell'urbano, per usare una definizione da lei usata. Non le sembra che ci troviamo di fronte al suo fallimento?
Si, siamo di fronte all'esaurimento di quell'esperienza. L'idea di modernizzare la società per mezzo dell'urbano rimanda all'ultimo dopoguerra. La Francia era ancora un paese a forte dominante rurale. La città evocava l'affollamento, la mancanza di comodità ed igiene. Per attirare i lavoratori agricoli nelle città al fine di sostenere il processo di industrializzazione fordista, l'amministrazione statale decise la messa in opera di un grande progetto di urbanizzazione il cui principio fondamentale era quello di costruire dei quartieri che fossero delle anti-città; dei quartieri che in altre parole non comportassero i rischi delle città, liberi dal problema dell'affollamento e dal rischio della violenza urbana; spazi che permettessero alla classe operaia di vivere una vita familiare corretta in una condizione di igiene e di comfort, senza che i bambini giocassero in strada (come succedeva normalmente nei centri storici) o che i capofamiglia spendessero il proprio tempo nei bistros (infatti, niente bistros in banlieue). E' una modernizzazione che promuove l'integrazione della classe operaia. La casa serve al lavoro, questa è la filosofia di base.
Ma con gli anni Settanta assistiamo però anche alla fine di questa peculiare forma di urbanesimo fordista. Lo spazio urbano, nonostante la tanto decantata exception francaise, ha conosciuto ciò che in Francia è stata chiamata una modernizzazione senza modernità....
In un quadro sociale profondamente mutato, gli effetti della «promiscuità» sociale sono apparsi progressivamente intollerabili agli occhi di quei settori di classe media che risedevano in banlieue. Inizia così la fase dello sviluppo «peri-urbano» e del mito della casa individuale nel verde. Questo avviene mentre viene avviato il processo di «relegazione», cioè l'assegnazione degli appartamenti resisi liberi con la fuga della middle class dalle banlieues a nuclei familiari d'origine immigrata prevalentemente provenienti dal Maghreb. Questo ha sì permesso di salvare la vivibilità nelle banlieues più invivibili, ma al prezzo di un confinamento delle componenti più deboli della popolazione in luoghi svantaggiati e lontani - in senso sia spaziale sia sociale - dal mercato del lavoro. (...)
 
 
 

 

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