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  Appalti: Architetti: "concorso sia procedura privilegiata" , Il vero senso delle professioni  

Il vero senso delle professioni

 

La « riforma » degli ordini

Testata:
Corriere del Veneto
 
Data:
30-03-2007
 
Autore:
Sergio Noto
 
 
La chiamano modifica degli ordini professionali, ma in realtà è una « riforma dell'ordinamento delle professioni intellettuali » , come giustamente alcuni l'hanno chiamata. Infatti non si tratta solo di riformare gli albi professionali, ma è in gioco il senso e la funzione delle professioni intellettuali, eredi di quelle che i medievali chiamavano arti liberali. Un problemino non da poco, se già il sommo tra i sociologi tedeschi, Max Weber, ci aveva dedicato un intero libro. Un tema di grande importanza, che si fatica a credere possa essere risolto da un qualsiasi Decreto Mastella ( con tutto il rispetto).
La questione è oltremodo seria e non ci sarebbe bisogno di ricordarlo, se non girassero sulle pagine di molti giornali, teoricamente specializzati, semplificazioni tanto popolari, quanto pericolose. L'aria è quella in cui tutti, anziché preoccuparsi del proprio orto e della bontà della propria merce, hanno cominciato a guardare in casa altrui.
(...)
Il dibattito finisce su questioni come i minimi tariffari, ovvero sulle conseguenze anziché sulle cause. Nessuno ha sentito la necessità - parlando di ordini « professionali » - di portare il discorso su ciò che conta veramente, cioè la professionalità degli associati e il ruolo svolto dagli Ordini. Meglio lasciar perdere la qualità e discutere di quantità, guai a mettere l'accento sui requisiti professionali ed etici.
(...)
La sfida è aperta. Riusciranno i vecchi ordini professionali a capire che l'unica tutela non è quella delle barriere ma quella che discende dall'elevata professionalità? Sapranno architetti, commercialisti, avvocati e quanti altri convincere l'opinione pubblica che è nell'interesse dei clienti avere professionisti singoli, lavoratori dell'intelletto, autonomi di nome e di fatto e non dipendenti di qualche grosso Moloch, sottoposto a logiche superiori? Capiremo che non serve una riforma superficiale che impoverisca, non solo economicamente, gli attuali ordini, dimenticando che nel mondo degli affari oggi e in futuro i costi maggiori per i consumatori provengono da altrove?

 
 
 

 

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