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Milano, il futuro lontano dal centro: "Nasceranno tante nuove città"

 
Testata:
la Repubblica
 
Data:
02-04-2007
 
Autore:
Marcella Gabbiano
 
 
La skyline di Milano nei prossimi setteotto anni è destinato a cambiare radicalmente. Ma a cambiare non sarà solo il profilo, la linea del cielo. I tanti progetti in cantiere a cui stanno lavorando le grandi firme dell'architettura nazionale e internazionale, contribuiranno a cambiare l'identità stessa della città, immobile per tanti, troppi anni sul piano della trasformazione urbana. Il primo segnale di questo risveglio è il polo fieristico di RhoPero, firmato da Massimiliano Fuksas. Inaugurato nel 2005, è entrato a pieno titolo nei libri di storia dell'architettura come opera di grande bellezza e, insieme, come testimonianza del "rinascimento" milanese che dai tempi della Torre Velasca (costruita tra nel 1958) e del Grattacielo Pirelli (battezzato nel 1960), non ha saputo esprimere altro.
«Mentre la città cambiava pelle, da città industriale a città di produzione di servizi immateriali - racconta Paolo Caputo che con il suo studio gioca un ruolo importante in diversi grandi cantieri della Milano futura - non c'è stato in parallelo un reale cambiamento delle strutture fisiche. Come invece è accaduto per esempio a Parigi, Berlino, Barcellona, Londra e Lisbona. Tutte capitali che hanno capito che la competizione mondiale non è più tra stati, ma tra città». Milano, ci è arrivata alla metà degli anni novanta a mettere a punto strategie di trasformazione fisica del proprio territorio. (...)
La realizzazione di Santa Giulia, definita una città nella città, porta il marchio di fabbrica di Risanamento, società che fa capo a Luigi Zunino. Il progetto è firmato da Norman Foster in collaborazione con gli architetti Paolo Caputo e Giovanni Carminati, che hanno coinvolto tante altri grandi nomi dell'architettura per ridare vita a un'area industriale dismessa in cui un tempo c'erano gli stabilimenti Montedison e le Acciaierie Redaelli. E che è in una posizione strategica: a quattro chilometri in linea d'aria dal Duomo, attaccata all'aeroporto di Linate, collegata attraverso la linea tranviaria e della metropolitana (in più diventerà l'unica stazione milanese dell'alta velocità). «Non sarà un quartiere dormitorio, ma un nuovo centro cittadino in cui vivere - spiega lo stesso Foster - dove ci saranno negozi, strutture commerciali e di servizio, asilo, scuola e persino una chiesa. Cinque alberghi (di cui uno già in costruzione su progetto di Aldo Cibic & Partners), il quartier generale di Sky e un centro congressi che verrà dato al comune di Milano. Il tutto immerso nel verde e con un parco di 35 ettari». (...)
 
 
 

 

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