«Una volta completati i lavori, a piazzale Flaminio tornerà un altro piccolo gioiello della città, sarà ricostruito il ninfeo di Villa Borghese. È la dimostrazione che si può ammodernare recuperando il passato».
Le parole del presidente della Regione, Piero Marrazzo, lasciano solo intuire, in estrema sintesi, la preoccupazione di residenti e associazioni per le sorti di Villa Borghese una volta aperti i cantieri. Sei anni di travaglio in cui si è passati dall'opposizione radicale al progetto alla collaborazione propositiva, che ha prodotto la decisione di ripristinare il laghetto.
Sono stati il Comitato in difesa di Villa Borghese e l'associazione Villa Strohl-Fern infatti a proporre di recuperare l'intervento paesaggistico dell'architetto Luigi Canina, lo stesso che realizzò a piazzale Flaminio il monumentale ingresso alla villa con i Propilei greci.
Il laghetto, inaugurato intorno al 1825, era situato subito dopo i propilei, a sinistra per chi entrava nella villa, nella zona più depressa del terreno, che si prestava ad essere trasformata in un invaso. Nelle intenzioni del Canina doveva essere un "giardino delle delizie", come tanti in cui i nobili si dedicavano ai loro svaghi, movimentato dall'elemento naturalistico degli scogli e da salici piangenti.
(...)