I costi e la funzionalità non sono gli unici criteriLa polemica
Testata:
la Repubblica
Data:
03-04-2007
Autore:
Pasquale Belfiore
Dalla cronaca all'urbanistica. Vengono giù calcinacci dal portico di San Francesco di Paola in piazza del Plebiscito e si pone il problema più generale della condizione e della manutenzione di piazze e monumenti napoletani. Lo stato impietoso di molte strade cittadine provoca incidenti e ripropone il tema della pavimentazione delle strade del centro storico. Seguono immancabili vertici di assessori e tecnici che varano piani e progetti sull'onda dell'emergenza. Da imprevisti accadimenti di vita quotidiana a scelte importanti per la città, dalla cronaca all'urbanistica, appunto. Il metodo non è del tutto ortodosso, ma apparirebbe sublime pretesa speculativa invocare questioni simili in condizioni di perenne emergenza. E invece no, occorre farlo.
Perché l'immagine e il decoro dei luoghi di Napoli meritano ponderazione e avvedutezza nelle scelte, non possono dipendere da decisioni estemporanee che invocano di volta in volta presunti fattori economici (costa troppo) o funzionali (ci vuole manutenzione) o di reperibilità dei materiali (non si trova facilmente). Con questa logica, dovremmo scegliere sempre ciò che costa meno, che non richiede manutenzione e che si compra sotto casa. Occorre cambiare modo di pensare e darsi criteri, regole e metodi di intervento per le strade della città. Occorre convincersi che la scelta d'un materiale è culturale e storico-critica. Le posizioni attuali vedono l'amministrazione comunale da un lato e la Soprintendenza di Palazzo Reale dall'altro, appoggiata da associazioni e gruppi sensibili alla tutela dei valori architettonici, ambientali e storico-artistici. Il loro terreno di confronto sono le strade e le piazze del centro storico e delle zone panoramiche. I materiali in gioco sono il basolato in pietra lavica, i sampietrini, sempre di pietra lavica, e l'asfalto. Basolato e sampietrini sono le pavimentazioni tradizionali delle aree storiche, l'asfalto è il materiale della città moderna. Così definito il campionario, non ci dovrebbero essere problemi sulla scelta che invece è sempre fonte di polemiche. Da parte della pubblica amministrazione si tende sempre più a sconfinamenti con l'applicazione dell'asfalto anche in aree storiche o paesaggisticamente segnate. Per un problema di costi, di funzionalità, di manutenzione, si sente ripetere con ossessivo refrain. Una insistenza che qui a Napoli ha prodotto i suoi primi risultati con la decisione di asfaltare via Tasso e la richiesta di estendere al Rettifilo e altre arterie del centro storico questa scelta. Ma non è una vittoria della modernità. È solo la presa d'atto della incapacità di garantire una messa in opera a regola d'arte dei materiali tradizionali e di una loro costante manutenzione, come ha di recente osservato il soprintendente Enrico Guglielmo. (...) |
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