C'è acqua di un mare acquitrinoso che si vede dall'Asse Mediano, nel quale beccheggia un televisore. C'è la statua di un santino, sull'asse Mediano, seduta sull'asfalto come un mendicante. C'è la carcassa di un bufalo, e non è un pezzo di deserto americano. Scrittori su un pezzo di città-non città, su una strada che non porta da nessuna parte, che per la sua assurdità e l'abbandono dell'inutilità mette in moto scintille di creatività e pone un problema che si risolve solo in parte nell'estetica della narrazione. Ne escono pezzi di riflessione, saggio, racconto, utopia architettonica, di Maurizio Braucci, Peppe Lanzetta, Giuseppe Montesano, Antonio Scurati, Roberto Saviano, Tiziano Scarpa, Piero Sorrentino, Anna Giannetti, Vincenzo Trione, che con Montesano ha curato l'idea di un libro edito da Pironti e della mostra con lo stesso titolo, "Napoli assediata", da domani alle 18 ospitata fino al 25 aprile all'Istituto Cervantes. (...)
«Come si può vivere in questa periferia senza centro?», si domanda Montesano. Sognando, si risponde. L'Asse Mediano non parte e non arriva, è una linea retta che non collega niente, ma soddisfa i sogni delle migliaia di napoletani che affollano parcheggi e sale degli ipermercati nei finesettimana. Molti ci villeggiano. (...)
Un libro che si definisce politico: servirà ad aprire una seria riflessione sugli interventi pubblici e sulla razionalizzazione urbanistica intorno a una città, che a differenza di tante altre in Italia, si rifiuta di crescere?