La caratteristica facciata del Museo Nazionale dell'Automobile «Carlo Biscaretti di Ruffia», lunga 122 metri, non potrà essere alterata. I cantieri di ristrutturazione, che da oggi, per due anni, chiuderanno le sue porte, dovranno mantenere intatto l'ingresso storico di corso Unità d'Italia.
Con 17 milioni di euro potranno ampliare gli spazi museali da 11 mila a 18 mila metri quadri, riallestirli con altri 11 milioni, ma senza mutare le linee architettoniche create nel 1960 dall'architetto Amedeo Albertini .
E' quanto ha disposto la Soprintendenza ai Beni Architettonici guidata da Francesco Pernice. L'architetto Cino Zucchi, la Recchi Engineering srl e la Proger spa, vincitori del concorso internazionale bandito nel 2005 per il rinnovo del Museo, hanno dovuto pertanto adeguare i loro piani. Volevano ricomporre in un'unica cortina la facciata, per cingerla in una degradante terrazza sul Po. Sarebbe apparsa cone un bastione in dolce declivio. Avrebbe dovuto offrire passeggio esterno ai visitatori, ospitare le loro auto all'interno ed abbracciare l'angolo di corso Unità d'Italia con via Richelmy, dove il Museo avrebbe dovuto ricavare un nuovo «foyer aperto» d'ingresso, alternativo a quello attuale.
In questo modo il Museo non sarebbe più apparso all'automobilista appena entrato in Torino come un'improvvisa e fugace quinta parallela al Po, ma avrebbe annunciato la sua presenza già da lontano, proponendosi con i volumi di un complesso architettonico articolato su più fronti. (...)