Fiori di plexiglass. Trine di poliuretano. Corolle di "polimeri intelligenti". Intorno a un cuore tecnologico il design anima un corpo fragile e gentile. La casa si conferma l'avamposto delle emozioni, il guscio affettivo in cui esiliarsi dalle inquietudini. E si propone in chiave neoromantica. Un neoromanticismo che non rinuncia all'hi-tech e ai nuovi materiali. Anzi, ne trae motivo di ispirazione, e ne fa un vantaggio competitivo: sviluppa forme altrimenti impossibili o meno efficaci con materiali più tradizionali, suggerisce trasparenze, inventa nuovi moduli.
E così, tra le tendenze più interessanti che riguardano l'organizzazione di uno spazio domestico e affettivo c'è quella che potremmo chiamare "trine e merletti". Tra le novità del Salone del Mobile in programma a Milano (dal 18 al 23 aprile) e quelle già sul mercato, troviamo scelte formali che propongono oggetti traforati, finemente lavorati, oppure decorati con moduli e motivi ossessivamente ripetuti fino a riprodurre un "merlettato".
Ma vediamo qualche esempio: la sedia Caprice di Marcello Ziliani per Casprini, che fa del nome un manifesto programmatico del proprio iperdecorativismo, e ha trafori che ricordano quelli del tavolo T-table, antesignano del fenomeno (già visto l'anno scorso e riproposto quest'anno) prodotto da Kartell e non a caso progettato da Patricia Urquiola. La Urquiola, la cui cifra principale (ma non unica) è proprio un ironico gioco di barocchismi, circonvoluzioni, si trova difatti nel ruolo di involontaria vestale di questo iperdecorativismo.
Trafori e arabeschi sono talvolta sintetizzati in spigolose aperture geometriche, come nel pouff Osorom di Moroso firmato da Kostantin Grcic, nello sgabello Ribbon di Cappellini o nella libreria Macramé di Sawaya e Moroni (in cui si legge anche una citazione di Keith Haring); altre volte si articolano in linee più morbide, come nello specchio Rokokò di Glas Italia, il cui nome è di nuovo esplicito richiamo a forme involute e ricercate, o riproducono proprio la fitta trama di un merletto, per esempio in Veryround di Zanotta, ma altre volte ancora imitano la natura. (...)