In cinque hanno già contattato al sindaco. Imprenditori italiani, aziende straniere, anche un'università ha proposto a Massimo Cacciari la sperimentazione di tecnologie innovative. Forse non ci saranno la Guggenheim, tanto meno Pinault, ma è bastato dire che il ponte dell'Accademia deve essere rifatto per far scattare l'interesse, tanto che Ca' Farsetti sta pensando di bandire una manifestazione di interesse. « Scriviamo chiaramente quello che vogliamo fare e vediamo chi ci sta » , dice Cacciari. Del resto non ne aveva mai fatto un problema di soldi: « Trovare uno sponsor non sarà difficile, e poi chiamarlo dell'Accademia, o in un altro modo cambia poco » , ha ribadito anche ieri.
Di certo però dovrà essere un ponte all'avanguardia per i portatori di handicap.
Anzi il filosofo va oltre: « Voglio che sia l'esempio dell'abbattimento delle barriere architettoniche, una struttura pensata per i diversamente abili » , dice pensando al ponte di Calatrava progettato dall'architetto spagnolo senza nessun accorgimento per le persone portatrici di handicap. Solo dopo infatti, in seguito alle polemiche venutasi a creare, il progettista è corso ai ripari con l'inserimento dell'ovovia. In cambio del nuova struttura - naturalmente non in legno ma in un altro materiale ( certamente nemmeno il vetro, bocciato dalla Sovrintendenza di Venezia), il Comune è pronto a mettere sul piatto la sponsorizzazione del collegamento tra le due rive del Canal Grande. « Bisogna rifarlo perché è brutto, si deteriora facilmente, il legno con una città di marmo e pietra come Venezia non c'entra niente - dice - . Bisogna buttare giù questo e realizzare una grande opera: la decisione di rifarlo va presa per ragioni tecniche, estetiche e economiche visto che continuano a spendere soldi per la manutenzione » . (...)