È in una interessante catena di rimandi e significati nascosti, che l'immagine del giardino zen Kansho di Rioan-ji, a Kyoto, con le sue pietre levigate, diviene nella fotografia di Giorgia Fiorio, un paesaggio immaginario, adatto alla contemplazione. E dalle alture di Machupicchu alla stele di Axum, la fotografa torinese porta in esposizione nella Capitale - per la VI edizione di FotoGrafia Festival Internazionale di Roma - una selezione di 14 immagini nella bella mostra Figure.
Le foto sono estratte dal materiale del progetto «Il dono», ancora in corso: «Sono diverse declinazioni di paesaggi simbolici dell'immaginario collettivo» dice la Fiorio. Non semplici vedute, non solo paesaggi. Nell'esposizione Figure, curata da Paolo Pellegrin e promossa dall'assessorato capitolino alle Politiche Culturali, Giorgia Fiorio ricerca la dimensione spirituale del rapporto tra l'uomo e alcuni luoghi simbolici: «La figura è la forma esteriore che rinvia ad altro - spiega la fotografa - non una copia del reale, proprio come la fotografia». (...)