Sostiene il professore che a Mantova la storia ha unito architettura, natura e paesaggio e l'uomo non dovrebbe osare separarli. Sostiene pure che, in una città così, la Villettopoli sul lago non s'ha da fare e il polo chimico non si sarebbe dovuto fare, che i laghi che la circondano dovrebbero essere risanati e balneabili, che «una costante opera di contenimento della pressione speculativa» è, per chi la amministra e per chi la ama, un dovere morale e che quel che le serve non è una strategia di marketing per «vendere» il prodotto, ma per migliorarlo, perché Mantova ha bisogno di qualità piuttosto che di quantità.
(...) Infine sostiene che «come fu nel passato un'isola circondata dai suoi laghi», Mantova potrebbe essere in futuro «l'isola-modello in cui si effettui un'esperienza avanzata di concezione globale della tutela, che cominci con il restauro del paesaggio e dell'ambiente. Un modello di cui l'Italia e non solo l'Italia ha bisogno».
Il professore è Salvatore Settis, direttore della celebre Scuola Normale Superiore di Pisa e tutte queste cose, e a dire il vero molte altre ancora, le ha sostenute nelle 65 pagine del «Progetto per il coordinamento del patrimonio culturale di Mantova» che il Comune gli ha commissionato (www.comune.mantova.it).
Ma siccome il professore non ha la bacchetta magica, ha chiesto che, del suo piano, si discutesse pubblicamente. E ieri, nella sala di Manto di Palazzo Ducale, invitato dal sindaco Fiorenza Brioni, ha risposto a suggerimenti e osservazioni arrivategli via lettera e via mail e sottoposto il piano all'esame di quattro saggi. (...)