I Giochi olimpici hanno portato nuovi innesti architettonici a Torino, ma la rivoluzione stilistica che molti si aspettavano non è arrivata. La città è piaciuta maperchè non riesce ad essere glamour?
Ne parliamo con uno degli artefici dela Torino olimpica, l'architetto Pier Paolo Maggiora, che fra l'altro, ha realizzato insieme con Arata Isozaki, il progetto del Palahockey e il parco del Comunale ed ora si sta occupando dell'ex area Fiera di Milano.
Chi arriva a Torino, cosa nota, in particolare della città? «Il forestiero rimane impressionato dal suo rapporto con la natura, l'acqua, le colline, le Alpi. Poi viene colpito dal suo impianto antico originato dalla storia romana che improvvisamente si interrompe. Torino medievale. La sua storia, come architettura, riesplode nel tardo Cinquecento fino a diventare capitale con un progetto urbano straordinario. Per questo penso che appaia come la città dei pieni e dei vuoti coniugati anche nell'architettura oltre che nella sua storia». (...)