La cattedrale più forte dei terremotiNoto, undici anni per la ricostruzione
Testata:
La Stampa
Data:
17-04-2007
Autore:
Fabio Albanese
Il prologo fu il 13 dicembre 1990, quando un terremoto colpì Noto, ferendo palazzi e chiese, tutti capolavori del barocco siciliano. La tragedia avvenne sei anni dopo, il 13 marzo del 1996: avvenne alle 22.13, quando la cattedrale si sbriciolò di colpo. Rimasero in piedi solo la facciata, il perimetro esterno, i pilastri di sinistra e uno spicchio di cupola, mentre le macerie riempirono le navate per un'altezza di sei metri. E la cattedrale rimase a cielo aperto e le sue immagini fecero il giro del mondo. Furono necessari due anni di lavori soltato per riuscire a sgomberare le macerie, sempre a mano. Prima di ricostruire la chiesa ci volle altro tempo per capire i motivi del crollo: la soluzione stava nei pilastri, che al loro interno non erano fatti di pietre squadrate, ma un fragile agglomerato di sassi. L'appuntamento è per l'ultimo sabato di maggio, il 26. Per quel giorno tutto dovrà essere pronto, perchè dopo oltre undici anni di attese, e di timori, la cattedrale di Noto potrà essere riaperta. Qui qualcuno grida al miracolo di San Nicolò, patrono della città e «titolare» della chiesa, che è di per se stessa simbolo di quel magnifico tardo barocco della Val di Noto che l'Unesco ha voluto riconoscere come patrimonio dell'umanità. Un «miracolo» che ha tanti protagonisti, primi tra tutti gli uomini della Protezione Civile, quelli della soprintendenza di Siracusa e della Regione siciliana, i prefetti di Siracusa nominati commissari alla ricostruzione, il vescovado; ma che giorno dopo giorno ha visto l'amore e la competenza di centinaia di operai, architetti, ingegneri, come di amministratori e cittadini di Noto che non si sono mai rassegnati all'idea di aver perso, nello schianto di una notte, il fiore più prezioso del «Giardino di pietra», come lo storico Cesare Brandi definì trent'anni fa questa cittadina a Sud di Siracusa. (...)
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