Architettura sacra, verso un nuovo patto arte-fede
Testata:
Avvenire
Data:
15-04-2007
Autore:
Michela Conficconi
Come si può comunicare la fede con le parole, la musica, la danza, così lo si può fare anche con l'architettura.L'apice di questo sodalizio lo si è conosciuto con le chiese paleocristiane, per andare progressivamente scemando, fino all'architettura sacra contemporanea che assai spesso privilegia la creazione estetica rispetto al contenuto teologico. È quanto ha spiegato don Severino Dianich, direttore del Master in Teologia e architettura di chiese, alla Tre giorni pasquale del clero che si è svolta la scorsa settimana a Firenze.
Può farci un esempio del legame che in epoca paleocristiana univa l'architettura alla teologia? Prendiamo la Basilica di S. Maria Maggiore a Roma: nella sua struttura originale, che tuttora conserva, rappresenta l'evoluzione di un modello già esistente, ovvero la basilica civile romana che veniva usata dal popolo per gli affari economici. Chi la progettò modificò quel modello già diffuso sulla base delle nuove esigenze cristiane: così, per fare solo un esempio, allo spazio non direzionato della basilica romana veniva dato un ingresso sul lato corto, orientato verso l'abside contrapposta, a significare la comunità in cammino nella storia verso il compimento che è Cristo. (...) |
||