Bicocca-Parco Nord: due quartieri sotto esame per dieci giorni. A sezionarli, il meglio dei futuri architetti, urbanisti, sociologi delle università di tutta Europa: trenta laureandi selezionati da 9 Atenei, dalla Svezia alla Turchia. Dieci giorni di tempo: il «programma intensivo» cominciato l'11 aprile si concluderà sabato.
Ieri, al dipartimento di Sociologia dell'Università Bicocca, che ospita il team scelto e ha proposto il tema oggetto dell'analisi, i trenta coordinati dalla professoressa Serena Vicari Haddock hanno offerto un primo assaggio del loro studio. Cogliendo in pieno, come ha spiegato il pro-rettore Guido Martinotti, le caratteristiche del territorio. Il «progetto Bicocca», che interessa quasi un milione di metri quadrati - il più grande intervento di trasformazione urbanistica in Italia e, in Europa, secondo solo a quello di Berlino - è un quartiere «che sembra chiuso in se stesso», hanno spiegato gli studenti. «È rimasta periferia, fa pensare al Truman Show, qualcosa di bello ma finto», hanno aggiunto. Viale Sarca, da un lato, che la notte si popola di travestiti e prostitute, è la cesura rispetto al vecchio quartiere. La ferrovia, alle spalle, è la muraglia che lo separa dall'altro storico insediamento operaio, Greco. E come smentire questa impressione, se usciti dalla moderna palazzina del «Blocco U7» dove i trenta giovani si confrontano, girato l'angolo, si incappa in quella «passerella» ciclo-pedonale che avrebbe dovuto collegare il nuovo insediamento al Parco Nord e la cui costruzione è stata, inaspettatamente, interrotta, tanto da conquistarsi l'appellativo «ponte dei suicidi»?.
C'è, poi, il Parco Nord: parco artificiale creato in un'area dismessa, pensato per essere un grande polmone che entra nella città. «Ma modellato come un parco naturale, non urbano», hanno chiarito i giovani, che hanno condotto un'analisi del gradimento da parte degli utenti, l'hanno vissuto di giorno e di notte. (...)